comunicato n. 1 del 13 aprile 2017

Il Consiglio regionale, presieduto dal Presidente Vincenzo Cotugno, nella seduta di oggi, ha approvato a maggioranza la legge di iniziativa della Giunta concernente “Disposizioni in materia di risorse idriche e istituzione dell’Ente di Governo dell’ambito del Molise (EGAM).

Il varo del provvedimento è avvenuto dopo un lungo dibattito, articolato in 5 sedute dell’Assemblea, cui hanno preso parte molti Consiglieri di Maggioranza e Minoranza, oltre che agli esponenti dell’Esecutivo. Pregno di contenuti il confronto tra le varie forze politiche che è spaziato dai principi costituzionali relativi al bene pubblico acqua, alla coerenza dell''approvanda legge regionale con i dettami delle norme nazionali regolanti la materia, dalla organizzazione dell’Ente di Governo del sistema idrico alla gestione dello stesso, dalla necessità di calmierare le tariffe alla opportunità di attivare progetti per la riduzione, se non eliminazione delle perdite idriche nella rete acquedottistica sia locale e di adduzione. Oltre 120 gli emendamenti e sub emendamenti discussi, approvati e bocciati.

In particolare la nuova legge sulle risorse idriche del Molise riconosce “l’acqua come bene pubblico inalienabile”; la Regione, quindi, è chiamata a garantire “l’accesso individuale e collettivo ad essa in quanto diritto inviolabile di ogni persona”. Tutto ciò in armonia con le risoluzioni dell’ONU del 2010 e del Parlamento Europeo del 2015 riguardanti la statuizione che l’acqua e i servizi igienici sono un diritto fondamentale. L’articolo 1, poi, specifica che “in quanto bene comune pubblico, l’uso dell’acqua non è soggettabile a finalità lucrative ed è ispirato al risparmio e alla rinnovabilità della risorsa per non pregiudicare il patrimonio idrico, l’integrità e la vivibilità ambientale, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici”.

Tra le finalità dichiarate della nuova norma vi è quella di di tutelare la risorsa acqua e i cicli idrogeologici per garantirne la rinnovabilità e la qualità, attraverso  adeguate forme di protezione dei bacini e di monitoraggio delle sorgenti, delle falde e dei corsi d’acqua. Vi è poi la necessità di migliorare la qualità delle acque anche sotto il profilo igienico-sanitario anche attraverso la realizzazione di un efficace sistema di trattamento delle acque reflue e di riciclo delle acque utilizzate.

In questo quadro viene stabilito che alla Regione spetta la “programmazione unitaria della tutela e degli usi delle acque e la politica generale di governo della gestione per i vari usi”.

L’art. 3 poi puntualizza che per tali finalità la “Regione può utilizzare tutte le infrastrutture, gli impianti e le opere di cui è titolare, comunque preposti all’approvvigionamento primario a uso plurimo delle acque ricadenti nel territorio, nonché avvalersi di enti, in qualsiasi forma istituiti, da essa dipendenti previa, se necessaria, la modificazione o trasformazione della loro natura giuridica e del loro assetto organizzativo”.

Per queste finalità la Giunta regionale “formula indirizzi e linee guida per l’organizzazione e la gestione del servizio, stabilendo i criteri di efficienza, efficacia ed economicità che dovranno caratterizzare il governo del sistema idrico integrato”.

La nuova legge quindi, che fissa anche come ambito territoriale ottimale per l’organizzazione e gestione del servizio idrico integrato l’intero territorio regionale, in ottemperanza del decreto legislativo 152 del 2006, ai fini del conseguimento degli obiettivi di tutela, salvaguardia e buona fruizione della risorsa idrica, istituisce l’EGAM, Ente di Governo dell’ambito del Molise.

All’EGAM, cui è riconosciuta personalità giuridica di diritto pubblico e autonomia organizzativa, amministrativa e patrimoniale, partecipano tutti i Comuni ricadenti nell’ambito. Lo stesso EGAM esercita le competenze spettanti agli Enti locali in materia di gestione delle risorse idriche ivi compresa la programmazione delle infrastrutture idriche e tutte le funzioni di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato previste dal decreto legislativo 152/2006.

L’EGAM sarà gestito dai seguenti organi: Presidente, Comitato d’ambito, Assemblea territoriale di Bacino.

Il Presidente, che dura in carico tre anni, è eletto dal Comitato d’Ambito e ha funzioni generali di impulso, indirizzo e coordinamento degli organi e dell’EGAM. Il Comitato d’Ambito è costituito dai Sindaci dei Comuni di Campobasso, Isernia, Termoli, Boiano e Venafro e da nove componenti, ciascuno dei quali espressioni di un bacino ottimale corrispondente a ognuno degli ambiti definiti dalla legge regionale n. 1 del 27 gennaio 2016. Il Comitato svolge funzioni di indirizzo e di alta amministrazione dell’EGAM quali ad esempio la definizione degli standard qualitativi del servizio, la scelta della forma di gestione dello stesso servizio e l’approvazione dei progetti delle nuove opere e dei nuovi interventi previsti dal Piano d’Ambito che, a sua volta, è approvato dallo stesso organismo ed è redatto tenendo conto delle proposte formulate dalle Assemblee territoriali, dagli indirizzi della Regione e dalle direttive dell’Autorità di distretto idrografico territorialmente interessate. Le deliberazioni del Comitato d’ambito e di Bacino – stabilisce ancora l’articolato- sono adottate a doppia maggioranza calcolata sia in termini numerici che di popolazione rappresentata. L’Assemblea territoriale di bacino, costituita in ogni bacino ottimale, è composta dai rappresentanti di tutti i comuni componenti il medesimo bacino. Essa elegge il rappresentante al Comitato d’Ambito e, tra le altre competenze, propone l’elenco degli interventi e le relative priorità da individuare nel Piano di ambito o negli altri piani operativi per il territorio di competenza.

La legge poi prevede che l’EGAM “affidi la gestione del servizio idrico integrato nelle forme consentite dall’ordinamento giuridico valutando prioritariamente la possibilità di realizzare, nei limiti consentiti, un affidamento in hause”. Pertanto, continua l’articolato della nuova legge, “fatta salva, la funzione di scelta della forma di gestione del servizio idrico attribuita agli Enti locali, l’Azienda speciale regionale Molise Acque è autorizzata a partecipare all’eventuale costituzione con il Comuni di una società in hause per la gestione del servizio idrico regionale, mediante partecipazione minoritaria di capitale non superiore al 49 per cento”.

a cura dell'Ufficio Comunicazione pubblica del Consiglio Regionale 

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