Finalità

La Commissione opera con la finalità di dare espressione alla differenza di genere, promuovendo e sostenendo le pari opportunità nei vari ambiti della vita sociale, politica, economica e culturale della regione e operando inoltre per la rimozione degli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne. Un intento specifico della Commissione è quello di cogliere i bisogni e le esigenze anche del mondo della disabilità, per garantire pari opportunità anche in questo delicato contesto sociale.

La Commissione è istituita con legge regionale n. 23 del 1 aprile 2000 e successive modifiche, ha sede presso la presidenza del Consiglio Regionale ed è organo consultivo del Consiglio e della Giunta.
Il Consiglio regionale provvede alla dotazione di strutture e mezzi idonei al funzionamento della Commissione.
La Commissione esercita le sue funzioni in piena autonomia, operando anche al fine di creare uno stretto raccordo tra la realtà e le esperienze femminili della regione e le donne elette nelle istituzioni. Può avere rapporti esterni ed assumere iniziative di partecipazione, informazione, ricerca e consultazione.

La Commissione svolge, tra l'altro, le seguenti funzioni:
a) formula proposte tese al coordinamento delle politiche sociali, economiche e culturali al fine di realizzare la parità tra i sessi e di assicurare pari opportunità tra uomo e donna;
b) verifica in modo continuativo, anche con indagini, ricerche e studi, lo stato di applicazione della legislazione vigente sulla parità in relazione alle norme costituzionali, alle leggi e alle disposizioni comunitarie ed internazionali;
c) promuove iniziative di diffusione dei dati raccolti e di informazioni circa le garanzie legislative vigenti, nonché informazioni concernenti la propria attività rilevanti per la popolazione femminile;
d) formula osservazioni e proposte sui progetti di legge, atti amministrativi e programmi regionali che investono le politiche della parità e delle pari opportunità;
e) formula proposte di adeguamento della legislazione regionale ai principi costituzionali di parità ed uguaglianza;
f) elabora, per l'attuazione delle parità di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 215, progetti ed interventi tesi a:

1) favorire ed espandere l'accesso della donna al lavoro;
2) valorizzare e sviluppare la professionalità delle donne già occupate;
3) stimolare programmi di orientamento e formazione per le donne, al fine di liberare le loro potenzialità, anche in termini di pari opportunità e di progressione professionale;
4) sollecitare l'adozione di azioni positive di cui alla legge n. 125 del 1991, verificandone l'esecuzione, l'attuazione e l'esito finale;
5) sollecitare l'applicazione della legge 25 febbraio 1992, n. 125, concernente: "Azioni positive per l'imprenditoria femminile";

g) conduce indagini sulla condizione femminile nella regione (nei luoghi di lavoro, nei corsi professionali, nelle strutture sanitarie, sociali, culturali ed assistenziali);
h) promuove interventi di assistenza e di consulenza per le donne disagiate, in collaborazione con gli organi istituzionalmente competenti, nonché tramite le associazioni e i movimenti per la tutela della donna;
i) promuove una adeguata presenza femminile nelle istituzioni e nelle nomine di competenza regionale;
l) sollecita la promozione e l'attivazione di centri culturali e ricreativi idoneamente attrezzati per un qualificato impiego del tempo libero e rivolti soprattutto all'inserimento sociale e allo sviluppo delle potenzialità in quelle donne che vivono una condizione di handicap o di emarginazione sociale;
m) promuove iniziative per la costituzione e l'attivazione di centri adeguatamente attrezzati a ludoteca, al fine di accogliere, con opportuna assistenza di personale qualificato, bambini e ragazzi fino a 14 anni nelle ore post-scolastiche e durante i periodi di vacanza, come supporto per le madri lavoratrici.

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