Piano di riorganizzazione sanitaria: la posizione dei consiglieri Fusco Perrella, Lattanzio, Micone, Romagnuolo, Sabusco, Cavaliere

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«”Il documento (leggi piano di riorganizzazione sanitaria) sarà uno strumento di lavoro aperto e dinamico, quindi soggetto a revisione e aggiustamenti in relazione al confronto, sempre aperto, fra l’Azienda, la Regione, gli organi di rappresentanza territoriale, le parti sociali e le strutture accreditate”. Così, il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura dopo il vaglio del ‘provvedimento natalizio’ sulla riorganizzazione aziendale inerente la sanità molisana».

Inizia cosi la nota stampa a firma dei consiglieri regionali Angiolina Fusco Perrella, Nunzia Lattanzio, Salvatore Micone, Nico Romagnuolo, Giuseppe Sabusco, Nicola Cavaliere in merito al provvedimento sulla riorganizzazione aziendale della sanità molisana.

«Una dichiarazione che di per sé è già una contraddizione», dichiarano i firmatari del comunicato che sollecitano, tra l’altro, un consiglio monotematico da dedicare alla questione. «Nessuno – si legge nella nota - è stato interpellato su questa ‘rivoluzione’ in tema sanitario. Frattura parla di ‘revisione e aggiustamenti’: ma è così difficile avere un progetto chiaro e soprattutto condividerlo con il consiglio regionale e con la popolazione molisana? Dov’è il ‘confronto sempre aperto’? Con chi? Frattura continua a barcamenarsi in un valzer di affermazioni. E poi vogliamo parlare del fatto che il Presidente aspetta proposte? Di proposte ne sono state presentate a iosa, da amministratori, comitati, associazioni etc. Ma, a quanto pare, e vorremmo essere smentiti se possibile, nessuna delle proposte è stata minimamente tenuta in considerazione per redigere l’ormai noto ‘regalo natalizio’ ai nostri corregionali».

«Il documento – continua la nota - sancisce una nuova suddivisione dei 959 posti letto che al momento rappresentano l’attuale offerta regionale, suddivisi per ambito distrettuale: Campobasso 434 : 224 al Cardarelli, 116 alla Fondazione Giovanni Paolo II, 40 a Villa Maria, 54 a Villa Esther; Isernia 242: 141 al Veneziale, 101 al Neuromed; Termoli 258: 258 al San Timoteo; Agnone 25: 25 al Caracciolo. A questi 959 posti letto sono poi da aggiungere i 224 destinati alle attività di lungodegenze e riabilitazione per una dotazione complessiva di 1183 posti, a fronte, ad esempio, dei 1773 che rappresentavano l’offerta sanitaria del Molise nel 2008. Nello specifico, inoltre, non viene assegnato nessun posto letto agli ospedali Santissimo Rosario di Venafro e Vietri di Larino, due strutture che nel corso del tempo sono state punti di riferimento importanti non solo per il territorio di appartenenza ma anche per tutto il Molise (e oltre i confini regionali) per merito di alcuni servizi di eccellenza».

«Con la nuova riorganizzazione – scrivono ancora i consiglieri - viene prevista una riconversione dei due ospedali ormai nota. Di conseguenza, verranno meno unità operative di degenza molto importanti, come ortopedie per il SS Rosario di Venafro e come chirurgia oculistica per il Vietri di Larino, senza contare che con la chiusura di quest’ultimo all’interno dell’area 4 (per intenderci quella del basso Molise) a fronte di una popolazione stimabile in circa 100mila abitanti, ritroviamo solo il San Timoteo di Termoli che tra le altre cose perderà l’emodinamica nonostante la raccolta di 6300 firme».

«Perciò – concludono i consiglieri - riteniamo necessario un chiarimento ed una discussione per cercare di venire incontro alle esigenze della popolazione molisana e per procedere ad una riorganizzazione non indiscriminata, ma che tenga conto delle eccellenze e soprattutto delle necessità del territorio».

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