RURACT, conclusa la due giorni di lavori del progetto. Ribadita la validità dell’agricoltura sociale come motore di sviluppo per le aree rurali

Con l’ultimo seminario di studi, si è concluso nel pomeriggio di oggi, presso l’auditorium della Ex Gil di Campobasso, l’evento lancio del progetto RURACT, cui hanno preso parte in mattinata anche i ragazzi delle classi V dell’ITAS Pertini accompagnati dal dirigente scolastico, Carmela Iannaccone. Il progetto, coordinato dalla Presidenza del Consiglio regionale del Molise (Lead partner: Regione Molise), è finanziato all’interno del programma "Europa per i Cittadini" - Azione 1 "Cittadini attivi per l'Europa" - Misura 1.2 "Reti di città gemellate". Un ciclo di incontri che ha come obiettivo quello di creare una rete europea di città per attuare sinergie sociali, culturali ed economiche al fine di affrontare al meglio le sfide comuni legate alla rivalutazione delle aree rurali mediante lo sviluppo di imprese agricole sociali, quale criterio di sostenibilità e solidarietà.

Ad aprire i lavori di questa mattina è stato il presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Niro che, dopo aver portato i saluti del viceministro dell’Agricoltura, Andrea Olivero - assente per motivi istituzionali - ha ricordato i passi fatti avanti dalla Regione Molise in materia di agricoltura sociale con l’approvazione, lo scorso 10 febbraio, della legge numero 5 "Norme in materia di agricoltura sociale",che guarda all’agricoltura sociale come "un insieme di processi che utilizzano le attività agricole per promuovere attività aggregative per la collettività, per accompagnare azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorative di persone svantaggiate e a rischio di esclusione sociale, dando luogo a servizi innovativi che possono rispondere efficacemente alla crisi dei tradizionali sistemi di assistenza sociale".

Sempre il presidente Niro ha poi sottolineato quanto «l'intervento regionale legislativo risultasse necessario per l'assenza di un quadro normativo di riferimento nazionale, ricordando che la competenza in materia di agricoltura ė assegnata in via esclusiva alle Regioni».

«In ambito regionale - ha spiegato ancora il presidente del Consiglio regionale - nel Piano di sviluppo rurale 2007/2013 ė stata prevista l’opportunità di finanziamenti e investimenti nelle aziende agricole anche per la realizzazione di progetti di agricoltura sociale. Scelta quest’ultima che rientra nella concezione di uno sviluppo rurale inteso come modello di welfare locale».

Successivamente, il presidente Niro, impegnato nei lavori dei Consiglio regionale, ha ceduto la parola e l’incarico di moderatore alla coordinatrice del progetto Ruract, Miriam Panichella. Dai vari interventi è emersa la necessità di ridare “dignità” all’agricoltura facendo leva sulla capacità dei vari partners di fare rete, creare sinergie di cooperazione attive ed efficaci, che mettano insieme pubblico e privato, istituzioni e servizi sociali, al fine di creare nuovo valore aggiunto. E’ risultato altresì, come è stato spiegato dall’Assessore regionale alle Politiche agricole, Vittorino Facciolla, quanto il Molise sia già avanti anche in tema di PSR 2014-2020, allineandosi perfettamente con uno dei sei obiettivi forniti dal legislatore europeo: l'inclusione sociale.

Fondamentali, infine, per la buona riuscita dell’evento sono state le relazioni dei partner del progetto RURACT. Hanno partecipato alla due giorni di studio all'Auditorium Ex Gil "Agricoltura sociale in Europa, percorso strategico di sviluppo rurale": Maxhid Cungu, presidente del Consiglio regionale di Scutari (Albania); Pietro Occhionero, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali del Molise; Teresa Nugnes, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali; Rosa Maria Fanelli, Davide Marino, Aurora Cavallo, Rossano Pazzagli, docenti presso l’Università degli Studi del Molise; Martić Ante, dell’Associazione dei Comuni nella Repubblica di Croazia; Rosa Maria Salvia, dirigente dei Servizi sociali del Comune di Potenza; Dimitrios Gkaliakis, del Comune di Agia (Grecia); Aleix Boada, della Fondazione Terragona (Spagna); Carmelo Parpiglia, presidente della Seconda Commissione consiliare della Regione Molise; Mariya Pavlova-Komdrova, dell'Associazione dei Comuni del fiume Danubio; Antonio Fernando Vincen Enguita, del Distretto della Comunità di Calatayud (Spagna); Rober Fejstamer, del Comune di Kanjiza (Serbia); Jelena Dadič, della Contea di Dubrovnik; Sonia Bartivas Carezo, del Governo dell’Extremadura (Spagna; Luis Alfonso Castellano, della Provincia di Saragozza (Spagna).

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