Conferenza dei presidenti, Assemblea plenaria oggi a Roma. Niro è intervenuto nel dibattito sulle riforme costituzionali

Si è svolta questa mattina a Roma l’Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, cui ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Niro. La Conferenza ha proseguito le sue riflessioni in merito al testo di proposta di riforma della parte seconda della Costituzione in merito al superamento del bicameralismo perfetto ed alla modifica del Titolo V, testo già approvato nella sessione del 20 febbraio, anche alla luce del disegno di legge costituzionale, presentato al Consiglio dei ministri in data 12 marzo 2014 dal ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento.

I presidenti dei Consigli regionali, su tali argomenti, stanno elaborando una proposta costituzionale ed un documento politico che saranno presentati agli organi di informazione lunedì prossimo e sottoposti al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, mercoledì 19 marzo.

Il presidente Niro, nel suo intervento, pur condividendo l’esigenza di superare il bicameralismo perfetto con l’istituzione del Senato delle Regioni e delle Autonomie, differenziato per funzioni e composizione, ha posto l’attenzione sulla necessità che il disegno di legge costituzionale fornisca chiare norme di indirizzo, in grado di sciogliere il nodo della titolarità del potere legislativo in materia di ordinamento degli enti locali, assegnando con chiarezza la gestione del rapporto con il sistema delle autonomie locali in capo alle Regioni, fermo restando ovviamente la titolarità del Parlamento a definirne i principi fondamentali, evitando però di entrare in norme di dettaglio finanziario e gestionale che attengono, ognuna per la propria natura, alle leggi ordinarie.

Al tal fine il presidente Niro ha chiesto che «i presidenti dei Consigli regionali e i presidenti delle Regioni condividano un disegno di riforma costituzionale unitario da sottoporre al Governo», evidenziando altresì «l’utilità di programmare una seduta monotematica parallela in tutti i Consigli regionali per affrontare tali delicate tematiche di comune interesse».

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