Abuso e dipendenze da sostanze, Monaco interroga l’assessore Petraroia

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Questa mattina il vicepresidente del Consiglio regionale Filippo Monaco ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale alle Politiche sociali, Michele Petraroia, per chiedere “come si intende affrontare tutte le problematiche ed i problemi di natura economica e sociale che l’abuso di sostanze comporta, comprendendo in esse non solo le droghe comunemente classificate come tali, ma anche tabacco, alcol, stimolanti e psicofarmaci, e quanto la Regione sia in grado di finanziare per tali interventi”.

«Il rapporto che le istituzioni hanno nei confronti delle tossicodipendenze – sostiene Monaco – è variato moltissimo nel corso degli anni ed è giusto che cambiamenti avvengano perché stiamo parlando di una realtà in continua metamorfosi. Ciò che non può cambiare è l’impegno a fermare, o perlomeno contrastare, l’uso di sostanze stupefacenti, nonché l’attenzione nei confronti di chi ha bisogno di cure e sostegno per cambiare stile di vita. Dalla scomparse dei fondi nazionali specificamente destinati a questo tipo di attività, non è più evidente, all’interno dei bilanci regionali, la portata economica delle iniziative che si intende intraprendere. Per questo motivo, mi sono rivolto direttamente all’assessore competente perché ritengo che le cose di cui non si parla finiscono per essere dimenticate».

“I dati statistici disponibili, purtroppo, tracciano un quadro poco rassicurante – fanno sapere dall’Ufficio stampa di Monaco - in quanto emerge il continuo e multiforme dilagare delle droghe sintetiche (che hanno un impatto spesso devastante per la salute di chi li assume), una ripresa del consumo di eroina anche se non attraverso l’uso della siringa, la grande diffusione di cannabis, farmaci psicoattivi, stimolati, senza dimenticare la consistente presenza sul ‘mercato’ della cocaina. Menzione a parte per il consumo di alcol che in Molise è altissimo”.

«I costi sociali derivanti dall’uso di stupefacenti sono molto elevati – rileva infine il vicepresidente del Consiglio - a livello nazionale si aggirano sul 2% del PIL, quindi è molto meglio investire in cure anche sotto l’aspetto economico. E, a proposito di cure, si deve purtroppo registrare la difficoltà economica in cui versano le strutture private che aspettano mesi ed anche anni per ricevere i pagamenti da parte delle Aziende sanitarie».

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