Lavori consiliari, respinto l’ordine del giorno del centrodestra sulla Gam

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E’ stato ancora l’argomento Gam, l’azienda avicola bojanese, al centro dell’attenzione dei lavori del Consiglio regionale del Molise, tornato a riunirsi nella mattinata di oggi, 10 giugno 2014, a seguito dell’aggiornamento disposto dal presidente Niro al termine della seduta di martedì scorso, 3 giugno.

Al primo punto in agenda, infatti, è stato inserito un ordine del giorno, a firma dei consiglieri Iorio, Fusco Perrella, Lattanzio, Cavaliere, Micone e Sabusco, concernente gli interventi per la riattivazione dell’azienda Gam di Boiano, ritirato dai presentatori nella precedente assemblea e rinviato ad oggi per procedere a modifiche, a seguito della esposizione delPpiano di rilancio aziendale, presentato dal presidente della Giunta Frattura, al termine di un ampio dibattito sviluppatosi sull’argomento.

E’ stato l’ex governatore Iorio ad illustrare il provvedimento diretto ad impegnare la Giunta a: riaprire con urgenza lo stabilimento dio trasformazione industriale sito in Bojano, se del caso stanziando fino ad un massimo di 3 milioni di euro per gli interventi di prime cure necessari alla rimozione delle criticità che hanno portato alla chiusura della attività; ricercare con la massima urgenza un advisor qualificato, affidandogli tra gli altri i seguenti compiti;predisposizione di un vero piano d’impresa anche con riferimento alle effettive e realistiche potenzialità della filiera; individuazione della migliore opportunità immobiliare per la ubicazione della attività di trasformazione industriale con riferimento ai tempi e ai costi delle varie soluzioni oggi sul tappeto; individuazione di un percorso volto all’acquisizione del marchio Arena alle migliori condizioni, in quanto veicolo commerciale indispensabile per il rilancio e, nel contempo, strumento di attrazione per imprenditori privati; presentazione della iniziativa presso le più opportune sedi a livello nazionale ed europeo, al fine di trovare un adeguato partner privato indispensabile per la ricostruzione e il rilancio dell’attività produttiva; identificazione di opportuni vincoli da imporre all’advisor in termini di risorse impegnabili da parte della Regione Molise, di assicurazione dei livelli occupazionali minimi nel breve, medio e lungo periodo e soprattutto dei tempi certi della partenza del nuovo soggetto attuatore che non potrà essere successiva al 30 maggio 2015 e che non ravviserà la compartecipazione della Regione Molise.

«Rimangono delle perplessità sul Piano di rilancio», ha detto Iorio «Non mi risulta – ha aggiunto - che ci sia una strada condivisa per la socializzazione dell’azienda. La filiera ha bisogno di tutti gli operatori per funzionare e non pare che ci sia molta sintonia». L’ex presidente ha quindi difeso l’operato della Giunta precedente da lui guidata, affermando ancora che «non bisognava chiudere l’attività proprio per evitare le negatività attuali. Occorreva invogliare i privati con la possibilità della Regione di compartecipare. Non voglio pensare che in giro non ci sia nessuno disposto a tenere in piedi una filiera alimentare». Ha chiesto, quindi, di votare favorevolmente l’ordine del giorno.

Prima delle risposta del governatore Frattura, ha preso la parola il consigliere del Movimento Cinque Stelle, Antonio Federico: «Alla luce dell’illustrato Piano industriale da parte del presidente Frattura, seppur in alcuni punti ci appaia troppo ottimistico, ci sembra non coerente chiedere una immediata riapertura dello stabilimento di Monteverde, poiché, come ha spiegato, non sono garantiti la sicurezza degli impianti e i costi di gestione relativi in particolare all’utilizzo del gas freon che porterebbero al risultato di produrre in perdita e bruciare ulteriori risorse pubbliche. Non condividiamo nemmeno la ipotesi di un ulteriore stanziamento che possa raggiungere la cifra massima di tre milioni di euro, poiché sarebbero soldi pubblici utilizzati solamente per produrre in perdita per alcuni mesi e non collegati ad alcuna iniziativa di rilancio organica inquadrata in una prospettiva di lungo periodo». Preannunciando il voto contrario all’ordine del giorno, Federico ha concluso sostenendo «di aver ascoltato attentamente il Piano di rilancio e di ritenerlo davvero ambizioso, però è qualcosa. Noi seguiremo attentamente l’evolversi della situazione pronti a fare le pulci».

Abbastanza lungo l’intervento del governatore Frattura, che ha esaminato punto per punto le debolezze della Gam, anticipando all’aula i capisaldi del possibile Piano di rilancio industriale, da qualche settimana al vaglio delle principali organizzazioni sindacali. Polemizzando con il precedente Governo regionale, Frattura ha riconosciuto ruolo e merito dei protagonisti della filiera che «è stata mantenuta in vita grazie al sacrificio e all’impegno di allevatori e trasportatori». «A loro - ha spiegato il governatore - dobbiamo dare risposte a fronte dei pagamenti che attendono. I lavoratori avanzano due mensilità e non sei ,come è accaduto prima che arrivassimo noi».

Sul piano politico, in risposta agli interventi dei consiglieri di minoranza, il governatore non ha fatto sconti al passato: «Non è consentito a nessuno paragonarci al passato. Parlano i fatti, i numeri, le bocciature incassate da chi ci ha preceduti alla guida della Regione. Di fronte alle oggettive difficoltà che ovunque si registrano, non possiamo immaginare ancora la Regione che fa assistenzialismo. Non siamo stati soci noi quando questa azienda ha accumulato debiti su debiti».

Il governatore, che ha passato in rassegna tutta la vicenda passata della società matesina, ha concluso con fermezza evidenziando che «nel percorso di rilancio della filiera avicola non consentirò a nessuno di uscire dai limiti della buona educazione». «Noi vogliamo ragionare sulla qualità della proposta – ha rimarcato il presidente della Giunta - in un percorso di condivisione, che ci piacerebbe totale. I lavoratori dovranno diventare imprenditori di se stessi. La Regione ci sarà per semplificare ogni tipo di investimento, per investimenti produttivi che riguardano l’adeguamento degli impianti, sia dal punto di vista ambientale che di sicurezza. La Regione offrirà collaborazione per la eventuale creazione di cooperative, in termini di indirizzi e management».

E’ seguita una breve replica dell’ex presidente Iorio: «Sulla ricostruzione fatta sono in linea per quel che concerne i numeri; sulla impostazione un po’ meno. Si è chiusa frettolosamente la struttura. In ogni caso saranno i fatti a dimostrarlo».

Chiamato in causa, il vicepresidente Petraroia ha chiarito i termini di una sua intervista a proposito della socializzazione dell’azienda ed ha affermato: «Negli ultimi cinque anni in azienda sia mancato un soggetto attuatore. Le cose sono andate avanti con una cooperativa il cui soggetto attuatore è stato la Regione Molise. Al modello di cooperazione ci crediamo, eccome, tanto che nel bilancio abbiamo inserito anche dei fondi. Certo, non intendiamo la cooperativa che opera, fa debiti e la Regione li copre. Non è questa la cooperativa che vogliamo portare avanti. Se approviamo questo ordine del giorno torniamo indietro di cinque anni, producendo milioni di euro di perdite. Una attività regge se va bene sul mercato. Questa battaglia ci dovrebbe vedere uniti per un accordo di programma. L’ordine del giorno ripropone quello che si è fatto fino a ieri».

Esaurita la discussione, si è passati alla votazione dell’ordine del giorno, che è stato respinto con i voti della maggioranza e del Movimento Cinque Stelle. Il consigliere Monaco si è astenuto. Si è passati, quindi, al secondo punto, la proposta di legge n.46, di iniziativa della Giunta regionale, concernente l’istituzione dell’Ente regionale per l’edilizia sociale. Su richiesta della relatrice, Nunzia Lattanzio, alla quale si sono uniti i consiglieri Fusco Perrella e Iorio, il provvedimento, dopo un breve intervento dell’assessore Nagni («Spero che il ritorno in Commissione sia solo di natura tecnica, senza modifiche») e una spiegazione tecnica del presidente Niro che ha anche comunicato l’arrivo di alcuni emendamenti, dovrà tornare nell’apposita Commissione consiliare, per essere trasmessa alla Conferenza delle Autonomie locali, dopo l’integrazione con gli emendamenti. In proposito, c’è stata votazione unanime.

Prima di chiudere i lavori e procedere ad una riunione ad horas della Conferenza dei capigruppo, c’è stato il tempo per una interpellanza a firma dei consiglieri Federico e Manzo, relativa al sito di bonifica “Guglionesi II”. Ha relazionato in merito la consigliera Manzo sostenendo che «nel Basso Molise insiste un terreno, esteso su una superficie di 56 mila metri quadri a sette chilometri a sud-ovest del centro di Guglionesi, annoverato dal Ministero dell’Ambiente tra le zone più pericolose e più inquinate d’Italia». La consigliere ha quindi chiesto al presidente della Giunta, all’assessore all’Ambiente Facciolla, nonché alla Giunta tutta, di sapere, tra le altre cose, «come la Regione Molise, competente ora in materia, abbia previsto di risolvere questo grave problema di inquinamento ambientale, tra i più gravi sul territorio molisano».

La risposta, data dall’assessore Facciolla, ha soddisfatto la consigliera Manzo. L’esponente dell’Esecutivo Frattura ha ribadito che «sono state attuate tutte le procedure per far rientrare il sito di Guglionesi tra i siti da bonificare». «Tutte le Regioni – ha spiegato l’assessore - hanno fatto richiesta al Ministero per bonificare a valle i territori, ma le risorse non sono sufficienti. Per Guglionesi non abbiamo il conteggio della quantità degli elementi inquinanti, c’è una indagine che deve essere terminata. A conclusione della stessa, conoscendo l’importo da richiedere, si tornerà al Ministero».

La seduta è stata sciolta e si è riunita la Conferenza dei capigruppo.

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