Sanità, dibattito conclusivo aggiornato al prossimo 24 giugno. Intanto, l’assemblea ha votato a maggioranza un ordine del giorno

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“Il Consiglio regionale, visti i programmi operativi 2013-2015 adottati dal Presidente della Giunta Regionale nella qualità di commissario ad acta per la attuazione del piano di rientro dal disavanzo nel settore sanitario; udita la illustrazione del Presidente; uditi gli interventi dei Consiglieri Monaco, Sabusco, Federico, Ciocca, Iorio e Scarabeo; udita la richiesta formulata dal Presidente della Giunta Regionale; delibera di considerare il documento illustrato dal Presidente della Giunta Regionale come atto di indirizzo propedeutico all’approvazione di un piano organico da parte del Consiglio Regionale entro il termine perentorio di 30 giorni”.
E’ questo l’ordine del giorno sulla sanità, presentato dal presidente della Giunta, Paolo di Laura Frattura, ed integrato nel dispositivo da indicazioni fornite dall’opposizione di centrodestra con un altro ordine del giorno, approvato nel pomeriggio di oggi dal Consiglio regionale del Molise, al termine della seduta monotematica sull’importante argomento, convocata dal presidente Vincenzo Niro.

La votazione, a conclusione di un ampio dibattito, nel corso del quale si è cercato di trovare una condivisione ai programmi operativi illustrati in apertura dal presidente Frattura, da sottoporre al Tavolo tecnico in programma dopodomani a Roma, ha ricevuto i consensi dell’intera maggioranza e del centrodestra. Hanno votato contro l’ordine del giorno solo i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle, Federico e Manzo, sostenendo che «le linee di indirizzo del Piano operativo così come presentate non sono accettabili».

La discussione sul piano operativo della sanità ha risentito ovviamente anche della recente pronuncia di sospensiva del Tar Molise. Dopo brevi comunicazioni da parte del presidente Niro, in apertura, il governatore Frattura ha esposto all’aula i Programmi operativi 2013-2015. Dalle osservazioni espresse dal Tavolo tecnico interministeriale nel verbale del 19 febbraio scorso, all’integrazione modificata in virtù di questi rilievi con il decreto commissariale del 4 giugno, passando per la sospensiva del Tar Molise, il governatore Frattura ha ricostruito, attraverso una illustrazione con slide, la proposta formulata dalla Struttura commissariale di cui è capo per i programmi operativi sanitari.

«A fronte del decreto – ha detto il presidente Frattura - è intervenuto un ricorso al Tar che ha prodotto un dispositivo emesso dallo stesso Tribunale che, sia chiaro, non entra nel merito della procedura ma, in sostanza, richiama il dispositivo numero 772 del 2013 che valuta se la riorganizzazione dell’offerta sanitaria sia di competenza della Struttura commissariale o del Consiglio regionale. Su questo tema il dibattito si aprirà anche mercoledì in sede di Tavolo tecnico».

«Devo dire –ha aggiunto Frattura – che la qualità del servizio sanitario regionale continua purtroppo a essere valutata esclusivamente, o quasi esclusivamente, in funzione dell’attribuzione dei posti letto. Sono invece del parere che la valutazione di riordino vada sicuramente verificata e valutata non certo attenzionando solo l’attribuzione dei posti letto».

Frattura è quindi entrato nel merito del nuovo disegno ospedaliero con il modello “Hub e Spoke”: Hub Cardarelli, 339 posti letto; Spoke Veneziale, 132 posti letto, San Timoteo, 153 posti letto; Presidio montano Caracciolo, 35 posti letto. Per i privati convenzionati, poi: Neuromed, 156 posti letto; Fondazione Giovanni Paolo II 127 posti letto. Altri 146 posti letto a diversi privati convenzionati.

Il Cardarelli perde 20 posti letto per acuzie e uno soltanto per post acuzie che riguarda in particolare i cinque posti relativi alla neuroriabilitazione.

Per quanto riguarda il Veneziale d’Isernia, 132 posti letto per acuzie. Nello specifico, riabilitazione e lungodegenza vengono collocati presso gli stabilimenti di Venafro e Agnone , collocati funzionalmente però nella struttura del Veneziale.

Al San Timoteo di Termoli 153 posti letto, tenendo presente anche qui che la riabilitazione e la lungodegenza vengono previsti all’interno dello stabilimento di Larino, funzionalmente collegato con Termoli. Il saldo per acuzie su Termoli determina la perdita di 21 posti letto.

Il Caracciolo di Agnone avrà area medica e area riabilitativa con un reparto di medicina generale dipendente direttamente dal presidio di Isernia, con riabilitazione e lungodegenza. Punto primo soccorso che prevede la presenza 24 ore su 24 del rianimatore e del cardiologo direttamente collegato con la postazione del 118, con l’ambulanza attrezzata per il trasferimento immediato del paziente.
Per quanto riguarda il Vietri, punto primo soccorso, poliambulatorio specialistico, servizi di supporto day surgery, chirurgia ambulatoriale con la predisposizione di due camere iperbariche, riabilitazione, lungodegenza, Rsa, Pta, l’hospice, con l’aggiunta della terapia per il dolore pediatrico, con 4 posti letto che non erano previsti.

Per il Santissimo Rosario, punto primo soccorso, poliambulatorio specialistico, servizi di supporto day surgery, chirurgia ambulatoriale, riabilitazione lungodegenza, Rsa, Pta, centro Alzheimer e per quanto riguarda il laboratorio analisi stesso ragionamento fatto per Agnone e Larino.

Il governatore, nel suo lungo intervento, ha spiegato il «nuovo modo di intendere assistenza e sanità» che prevede anche un drastico taglio ai tempi di attesa degli esami, con uno snellimento che deve portare ad un massimo di 15 giorni per alcuni.

E’ quindi intervenuto il consigliere Monaco che, annunciando un documento per il S. Timoteo di Termoli, ha affermato che «quando si parla di sanità si parla dell’80 per cento della spesa pubblica». «Abbiamo assistito - ha detto ancora - ad un tracollo del sistema sanità Molise a dir poco vergognoso. I buchi prodotti da anni dal disavanzo sono diventati delle vere e proprie voragini. Al presidente della Regione rivolgo le mie osservazioni in merito al Piano sanitario e dico che non può non tener conto del territorio e della popolazione di quel territorio. Non si può accettare che i nostri corregionali sentano la necessità di spostarsi in strutture che regionali non sono, uscire fuori dai nostri confini territoriali per una visita specialistica o per subire un intervento, solo perché ci si sente più sicuri altrove che nel presidio ospedaliero di casa propria. Occorre puntare tutto sulla qualità dell’assistenza sanitaria. Dobbiamo nella maniera più assoluta ridurre la mobilità passiva a vantaggio di quella attiva. Il Molise può diventare terra di attrazione sanitaria anche da parte delle regioni limitrofe solo se riusciremo ad avere una sanità di eccellenza che diventa tale non a seconda dei posti letto, ma grazie ad operatori altamente specializzati e prestazioni efficienti».

Ha preso la parola, poi, il consigliere Sabusco . «Simili illustrazioni di progetti – ha detto - le sento da anni. Si continua a dire ciò che ho sentito dalle passate Amministrazioni. Se questo esposto è il progetto, è già bocciato. Abbiamo liste di attesa lunghissime, il blocco del turn over. Due anni fa si era detto che a Larino doveva sorgere una RSA , ma si è chiesta la compartecipazione del cittadino. Campobasso, Isernia e Termoli stanno offrendo una sanità non adeguata ai tempi che viviamo. Non deve essere il tavolo tecnico a dirci come dobbiamo fare, dobbiamo essere noi a programmare la nostra sanità, a decidere come spendere le risorse».
Il consigliere Federico del Movimento Cinque Stelle ha apprezzato l’approccio delle slide che ha ritenuto «soddisfacenti», ma ha gradito di meno l’invito del presidente a non parlare dei posti letto. Federico ha poi posto l’accento sul conflitto tra pubblico e privato, rivendicando una maggiore considerazione per il ruolo del primo. Ha quindi affrontato l’aspetto riguardante la mobilità attiva e passiva, invitando a puntare sulle eccellenze per favorire l’arrivo di pazienti di fuori regione. Ha quindi passato in rassegna la rete ospedaliera sostenendo il peso degli ospedali minori, allestendo un cronoprogramma per le dismissioni ed ha affrontato il problema del personale con lo sblocco del turn over.

E’ stata la volta del consigliere Ciocca. «Non c’è più tempo da perdere - ha evidenziato - occorre prendere decisioni. Siamo stanchi di commissari e subcommissari. Vogliamo essere noi protagonisti delle nostre cose. Dobbiamo eliminare tutti i privilegi che ci sono stati fino a questo momento e salvare ciò che di buono è stato fatto. Non sempre occorre fare i conti con i debiti e con il bilancio, se si vuole ottenere qualità. Necessita avere una sanità uguale per tutti, andare incontro alle esigenze dell’utenza ed evitare sovrapposizioni inutili. Mi aspetto un potenziamento dei Pronto soccorso e più medicina a guida pubblica».

Il presidente Niro ha poi dato la parola all’ex governatore, Michele Iorio: «L’argomento merita riflessioni decisamente serene. Avrei voluto ascoltare il partito democratico prima di me. Non ho mai sentito come intendeva riformare la sanità, mai nessuna indicazione su quale ospedale bisognava chiudere. Da soli abbiamo votato la riduzione delle Asl, mi sono trovato ad essere promotore di tutte le riduzioni. Abbiamo ridotto i distretti sanitari, abbiamo riorganizzato la sanità ospedaliera. E’ finito il tempo delle promesse, ora occorre governare questo processo difficilissimo. Dobbiamo rivalutare il potere decisionale del Consiglio. Il tavolo tecnico si è espresso sempre contro i nostri piani. A proposito della sospensiva del Tar, vorrei cogliere l’occasione per chiedere al presidente di sospendere l’esecutività del suo provvedimento, per meglio approfondire, con determinazione, il discorso dei posti letto. E’ vero che il numero dei posti letto non deve essere il parametro di riferimento, ma è anche vero che in base ad esso si muovono anche le risorse. Facciamo in modo che il Consiglio esprima un proprio documento. All’interno del piano ci dovrebbero essere proposte concordate. Non bisogna lasciare strutture che non hanno eccellenze ed è giunta anche l’ora di risolvere il rapporto pubblico- privato. Mi risulta che la Fondazione Giovanni Paolo II, con l’anno nuovo, avrebbe grosse difficoltà ad andare avanti. Non possiamo perdere una simile struttura e far tornare i nostri cittadini all’antico per affrontare lunghi viaggi per curarsi. Prima di approvare in via definitiva il piano occorre ascoltare le eccellenze presenti, Neuromed e Cattolica. Cercare di avere una loro condivisione. Pere quel che concerne l’emergenza, credo che essa debba essere assicurata nei presidi ospedalieri di Campobasso, Isernia e Termoli. Potremmo chiedere un po’ di tempo al tavolo tecnico per portare a casa il risultato di gestire noi la Sanità, magari formulando un ordine del giorno da portare al suo vaglio.

E’ quindi intervenuto l’assessore Scarabeo: «Diventa difficile tornare a parlare di sanità in un momento in cui i problemi, più che affrontati, dovevano essere già risolti. O forse lo sono, almeno dal punto di vista di chi ha redatto il nuovo Piano Operativo 2013-2015 sulla riorganizzazione dei servizi e dei presidi ospedalieri pubblici. Se è difficile parlare di sanità, perché questo provvedimento non trova d’accordo una buona parte degli interlocutori, in primis i cittadini, diventa perfino inutile farlo, dato che, a mio avviso, se di riorganizzazione si deve parlare questo nuovo provvedimento non garantisce i risultati che si vogliono ottenere. Intanto, perché si continuano a registrare disservizi, la qualità dell’offerta diminuisce sempre più, tanto da rasentare i minimi storici nei livelli assistenziali, le strutture, oltre ai problemi legati alla erogazione dei servizi, registrano irrisolte defezioni di tipo logistico e funzionale, sia nelle attrezzature, cosa ancora più grave, che nei complessi. Il confronto con i territori, tanto auspicato, purtroppo non c’è stato e personalmente sono rammaricato, perché doveva essere l’occasione per la politica, per i cittadini, le parti sociali, gli operatori del settore, in cui riuscire a far combaciare le esigenze e i costi di gestione senza generare tutte le forme di protesta che da ogni angolo della regione si stanno levando. Dispiace, pertanto, assistere ad una agonia lenta di parte della sanità pubblica, che non riesce a dare le giuste risposte al territorio che già soffre, per altre problematiche, ugualmente importanti. Non voglio assolutamente cavalcare la protesta, ma mi rendo conto che ci troviamo di fronte ad una situazione che forse, soltanto con atto di responsabilità netto, vigoroso, coraggioso, si potrebbe iniziare a mettere in piedi l’operazione rilancio».

L’intervento dell’assessore Scarabeo ha indotto il presidente Frattura a chiedere una breve sospensione per consentire al Consiglio di votare un ordine del giorno che gli permettesse di andare al tavolo tecnico con maggiore forza. Alla ripresa dei lavori, alle ore 14.30, il presidente Niro ha letto l’ordine del giorno annunciato da Frattura. Lo stesso, con l’astensione dell’ intera opposizione, ha ricevuto il consenso per l’iscrizione e la immediata discussione.

Il consigliere Cavaliere, però, prima della discussione, ha chiesto una nuova sospensione, accordata dal presidente, per esaminare l’ordine del giorno e magari trovare punti di condivisione. Al ritorno in aula, quasi alle ore 15.30, il presidente Frattura ha chiesto di prendere atto dell’ordine del giorno e considerarlo come atto di indirizzo da trasmettere all’ apposita Commissione consiliare. Ordine del giorno che ha registrato la condivisione, come impostazione, dell’ex presidente Iorio che, a sua volta, ha chiesto una integrazione del documento, nella parte dispositiva, con una indicazione della minoranza di centrodestra.

Dopo brevi interventi dei consiglieri Federico, Monaco e dello stesso Frattura - che ha spiegato la tempistica per quel che riguarda la sospensiva del Tar, fino al 3 luglio - è nuovamente intervenuto l’assessore Scarabeo per annunciare il suo voto favorevole e la sua piena fiducia al presidente Frattura, augurandosi che il piano possa svilupparsi nelle ore successive.

Dopo ulteriori brevi dichiarazioni dei consiglieri Cavaliere e Fusco Perrella - quest’ultima ha tenuto a sottolineare ancora una volta l’importanza del ruolo del Consiglio regionale - l’ordine del giorno del presidente Frattura, integrato da quello proposto dal centrodestra, è stato messo ai voti ed ha ottenuto esito favorevole. Come detto, solo i consiglieri del Movimento Cinque Stelle hanno votato contro.
Con la rinuncia ai previsti interventi dei consiglieri Parpiglia e Cotugno e con la richiesta di quest’ultimo di aggiornare il dibattito per il suo completamento, il presidente Niro ha aggiornato i lavori a martedì prossimo, 24 giugno alle ore 10.30.

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