CALRE, Monaco a Bruxelles alla conferenza “Una comune politica dell’immigrazione in Europa”

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Il vicepresidente del Consiglio regionale, Filippo Monaco, si è recato a Bruxelles per partecipare alla riunione della Conferenza delle Assemblee Legislative Regionali Europee. Tra i diversi temi previsti in agenda vi è anche la conferenza “Una comune politica dell’immigrazione per l’Europa”, che si terrà domani, 20 giugno, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

Relatore, per l’occasione, il presidente del Consiglio regionale della Sicilia, Giovanni Ardizzone, presidente del Gruppo di lavoro sull’immigrazione. Lo spunto per tale riflessione, del resto, non può che partire da una terra come la Sicilia, e Lampedusa in particolare, che da anni si trova a dover affrontare il costante, anzi crescente flusso di persone in fuga dalle disastrose condizioni i cui versano molti Paesi in Africa, così come in Medio Oriente.

«L’episodio dei 300 migranti morti l’anno scorso mentre si accingevano a raggiungere la costa di Lampedusa ha commosso tutto il mondo – sottolinea Monaco – ma quei corpi che il mare conserva nei suoi abissi gridano ancora oggi il diritto universale ad una vita dignitosa. Sono perfettamente d’accordo con il presidente Ardizzone quando sostiene che il problema dell’immigrazione coinvolge l’intera Europa e che occorre una politica comune sull’immigrazione per gestire adeguatamente i flussi migratori».

In più occasioni è stato sottolineato che i territori che si affacciano sulla sponda europea del Mediterraneo sono stati lasciati soli davanti alla necessità di dare soccorso ed accoglienza a quanti affidano il loro destino e la loro vita a scafisti senza scrupoli ed imbarcazioni inadeguate.

«La consapevolezza della presenza di tali situazioni – continua Monaco – deve interrogare gli Stati e le istituzioni sovrannazionali sulla necessità di intervenire attraverso misure che incoraggino l’integrazione sociale senza dimenticare di migliorare i controlli sulle frontiere esterne dell’Europa, compito affidato all’agenzia Frontex, per evitare che i problemi continuino ad essere gestiti in emergenza. Il timore è quello che le persone, i volti, diventino numeri da gestire come fossero cose inanimate. Il lavoro da fare è molto perché comporterebbe una lunga riflessione sulle realtà più conflittuali presenti al mondo ed il ruolo che l’Occidente gioca in tali situazioni, al CALRE cerchiamo di richiamare almeno l’Europa ai suoi doveri di accoglienza e sicurezza».

Le conclusioni della giornata sono affidate a Luc Van den Brande, membro del Comitato delle Regioni, e tratteranno della “Protezione dei Diritti Umani e la Multilevel Governance”. L’Italia ha dato dimostrazione di solidarietà in questi anni ed il pensiero conclusivo non può che rivolgersi a tutte le organizzazioni ed associazioni che si prendono cura degli immigrati per cercare di dare a costoro risposte adeguate alle loro esigenze.

«Il Molise, nel suo piccolo, ha saputo fare la sua parte – conclude il vicepresidente - in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, ricorrenza mutuata dalla giornata africana del rifugiato, voglio rivolgere il mio plauso a operatori e volontari che si sono messi a disposizione per l’accoglienza, la tutela ed il riconoscimento dei diritti degli immigrati auspicando che il loro lavoro possa raggiungere gli obiettivi prefissi e che le celebrazioni previste in diverse località molisane siano veramente occasione di incontro, conoscenza e riflessione».

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