Marcia per il lavoro, l'intervento del vicepresidente Monaco

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In occasione della Marcia per il lavoro organizzata dalla CGIL per il giorno 28 giugno, il consigliere regionale, Filippo Monaco, nel sottolineare l’importanza della manifestazione, mette in evidenza come la crisi economica sia diventata di fatto crisi del lavoro, della produzione, dei consumi. A giudizio di Monaco, la politica dell’austerità non ha giovato all’Eurozona, almeno per quel che riguarda la produzione, ed oggi, che persino la Germania ne vive gli effetti negativi sul export, la stessa Cancelliera Merkel si dichiara più aperta alla flessibilità.

«La politica del rigore – afferma Monaco – è riuscita a tenere un po’ più in ordine i conti dello Stato, ma ha fallito totalmente sul piano dell’occupazione e, conseguentemente, sul reddito dei cittadini. Questo a causa della grave iniquità della distribuzione del reddito nazionale, del reddito disponibile per le famiglie e della ricchezza visto che il 10% delle famiglie italiane detiene circa il 50% del patrimonio privato, finanziario e immobiliare. Questo è uno dei motivi per cui la ricchezza non si trasferisce all’economia reale e genera solo rendita, ed è anche uno dei motivi per cui ritengo sia opportuna un’imposta sui grandi patrimoni finanziari, come avviene in diversi paesi europei».

Riprendendo i contenuti del Piano del Lavoro della CGIL Monaco ribadisce che «la crescita deve essere basata sull’innovazione così da creare posti di lavoro qualificati e che questo tipo di politica avrebbe il vantaggio di coinvolgere i giovani, quelli maggiormente penalizzati dalla crisi occupazionale, fin dalle fasi decisionali».

«Se poi passiamo a considerare l’arretratezza dell’Italia - continua l'esponente di Palazzo Moffa - e del Molise in particolare, in materia di manutenzione idro-geologica, sicurezza antisismica, trasporto pubblico, sistema energetico, riqualificazione urbanistica delle città, servizi pubblici locali, efficienza della pubblica amministrazione, scuola, e molto altro ancora, ci rendiamo conto dell’urgenza di una nuova capacità programmatica, senza dimenticare la necessità di una rafforzata responsabilità sociale delle imprese. Per far questo è necessario agire sinergicamente a livello locale per essere particolarmente efficaci nelle reali urgenze di ogni singolo territorio e nel convogliare la capacità di spesa degli Enti locali in una programmazione improntata alla innovazione».

Per questi motivi, il vicepresidente del Consiglio regionale si dice certo che un’iniziativa così forte, come quella organizzata dalla CGIL, possa richiamare con vigore e con lucidità alle necessità dell’Italia tutta e del Molise per le sue specificità: «Una marcia per riportare a giusta evidenza la necessità del lavoro come condizione necessaria per la vita, per ridare ai singoli cittadini la convinzione che i nostri diritti non solo vanno ascoltati, ma necessitano di risposte».

«La presenza del segretario nazionale Camusso - ricorda infine il vicepresidente - è un ulteriore motivo di richiamo e di riflessione. In una sua recente affermazione, ha dichiarato “Bisogna ricostruire le tutele del lavoro, bisogna partire da questo presupposto. Perché le tutele nel corso del tempo sono venute meno, e il sistema non ne ha tratto alcun vantaggio. Il sistema, infatti, si è impoverito ed è diventato meno competitivo. Il contratto a tutele crescenti può risolvere alcuni problemi, ma le tutele vanno aumentate”».

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