Niro: “E' l'inizio della fine del Molise?”

“Dobbiamo difendere con tutte le nostre forze i presidi istituzionali che la democrazia ci ha consentito di conquistare, essendo la nostra una Regione che è stata istituita con legge costituzionale e come tale avente pieno diritto e titolo a mettere a disposizione della propria comunità tutte le strutture in grado di soddisfare i bisogni dei propri cittadini. I sacrifici, l'impegno, la dedizione degli amministratori che ci hanno preceduto non possono essere vanificati sull'altare di una spending review che punta solo a penalizzare i territori con tagli indiscriminati, puntando l'indice, in maniera particolare, in direzione degli enti locali, a partire dalla soppressione delle Province, per passare ai vari balzelli che si impongono alle regioni nei vari settori della vita sociale, come se fossero gli unici responsabili dello sfacelo. Il legislatore sta guardando solo ai confini del proprio orto, ma non mette mano al proprio recinto, ad iniziare dal Parlamento.

Il progetto del Ministro Orlando di riforma della Giustizia, che punta ad eliminare, tra l'altro, molti uffici giudiziari, nonché alcuni distretti delle Corti di Appello, tra cui quello del Molise, nella maniera più assoluta può essere preso in considerazione per gli innegabili risvolti negativi che penalizzerebbero fortemente tutto l'apparato giustizia della nostra realtà territoriale e, quindi, l'intera popolazione.

Una realtà che è stata già abbondantemente punita con la soppressione di altre importanti strutture, pubbliche e private, annesse ad altri centri limitrofi, e che rischia di vedersi ora privata, qualora dovesse essere approvato il progetto di riforma del Ministro Andrea Orlando, delle già citate sedi di attività giudiziaria che farebbero da apripista ad altri ulteriori significativi perdite di Tribunali, quali Isernia e Larino, di Enti, quali Prefetture, Comandi regionali delle Forze dell'Ordine, etc., che ridurrebbero al lumicino le speranze di una continuità esistenziale della Regione, svuotandola di fatto di ogni contenuto utile per la propria collettività. Vorrei lanciare, insomma, il mio grido di allarme, temendo fortemente che sia in atto “l'inizio della fine del Molise”. L'inizio di un processo che porterà inevitabilmente alla ridefinizione dei propri confini e alla saldatura con altri segmenti.

Non è più possibile continuare ad assistere ad una “spoliazione” che ha il solo scopo di mortificare un'area già demograficamente limitata, ma dalle innumerevoli risorse e potenzialità, in grado di reggere e di supportare con i propri mezzi una impalcatura creata dalla sua nascita.

Mai come in questo momento occorre lavorare tutti insieme - Istituzioni di ogni livello, Forze sindacali, Imprenditoriali, Associazioni, Organismi di rappresentanza,Cittadini - per opporsi ad un disegno che, evidentemente, partendo da una crisi per la quale è giusto anche preoccuparsi, punta a depennare, sic et simpliciter, comunità che hanno alle loro spalle un passato di tradizioni, di storia, di cultura. Non è certamente questo, a mio giudizio, il percorso da seguire ed è perciò che dobbiamo far sentire il nostro totale disappunto. Ne va di mezzo la dignità di una Regione”.

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