Piano Junker, se n’è discusso all’Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative

BIG.jpgIl tema degli “affari europei” e quello relativo all’attuazione della normativa in materia di prevenzione alla corruzione e trasparenza, alla luce delle innovazioni apportate dalla delibera dell’ANAC n.10 del 2015, sono stati gli argomenti maggiormente dibattuti nel corso dell’Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, che, questa mattina ha visto l’approvazione fra gli altri, del documento di Coordinamento Conferenza-Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato e del documento sull’atto europeo COM (2014) 910.

Una seduta in cui il Presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Niro, ha avuto modo di rimarcare come la Regione Molise abbia già recepito l’attuazione del sistema trasparenza e anticorruzione già a partire dallo scorso Ufficio di Presidenza con delibera n.17 del 26 marzo 2015.
E’ tuttavia sull’attuazione di “Un Piano di investimenti per l’Europa”, il cosiddetto Piano Junker, voluto dalla Commissione europea per dare nuovo impulso all’occupazione, alla crescita e all’investimento, che è stata focalizzata l’attenzione dei presidenti delle Assemblee legislative che, al termine della plenaria, hanno partecipato alla riunione tenuta presso la XIV Commissione del Senato, presieduta dal Sen. Vannino Chiti e alla quale hanno partecipato anche alcuni eurodeputati, tra cui l’On. Lorenzo Cesa, l’On. Simona Bonafè, e il Sen. Paolo Guerrieri Paleotti, per evidenziare le criticità di questo piano. Dalla relazione sulla materia tenuta dal Sen. Guerrieri è emersa soprattutto l’inadeguatezza delle risorse messe in campo considerato che a fronte di un investment gap stimato in circa 250-350 miliardi l’anno dall’inizio della crisi, il Piano Junker attiverà al massimo 100 miliardi l’anno nel periodo 2015-2017. Altra criticità rilevata nel corso dell’audizione è stata quella relativa alla struttura della governance del Fondo europeo per gli investimenti strategici, all’interno della quale non tutti gli Stati membri hanno lo stesso peso. A tal proposito, pertanto, i Presidenti delle assemblee legislative hanno segnalato la necessità di garantire rigidi sistemi di controllo nella selezione dei progetti, che vedano coinvolto il Parlamento. Sulla materia il Presidente Niro ha sottolineato la necessità di non escludere dalla gestione delle risorse del FEIS il piccolo sistema bancario e di avviare una semplificazione delle procedure per far partire gli investimenti.

“L’obiettivo – sottolinea Niro - è di fare in modo che anche i progetti che oggi rischiano di non essere finanziati, possano trovare le condizioni necessarie a una loro realizzazione, purché validi e capaci di rimborsare nel tempo il finanziamento ricevuto”.

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