Messaggio del Presidente Niro per la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo

BIG.jpg“Senza dubbio l’orrore di una morte ingiusta e atroce, il dolore dei familiari delle vittime e lo sconcerto della comunità che caratterizzarono l’incidente alla miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, l’8 agosto del 1956, sono l’emblema del sacrificio di tanti italiani che, in tutto il mondo, per il lavoro, hanno rischiato e rischiano la vita ancora oggi, in luoghi di lavoro disagiati, con condizioni di sicurezza precarie (si pensi ad esempio ai dipendenti dell’Eni sequestrati in Libia), in alcuni casi malpagati e “ricattati” dal bisogno di dover sostentare i propri cari. Un anniversario che viviamo con il pathos e lo sconcerto dell’incidente di Pietracatella. Ancora operai coinvolti, ancora lacrime, ancora vite spezzate. Da quel 1956 è certamente cresciuta una coscienza civile in Belgio, e gradualmente in tutta Europa, sulla necessità di misure di sicurezza, sull’opportunità di legislazioni adeguate. Ma purtroppo il crollo della volta della Chiesa di Pietracatella con la vittima e i feriti che ha determinato, testimonia che la strada da percorrere per scongiurare incidenti sul lavoro, è ancora molta. Certo questi due eventi sono molto differenti, le condizioni di lavoro e salariali non sono paragonabili, ma purtroppo il risultato è uguale. Allora utilizziamo questa commemorazione, la “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel mondo”, istituita proprio in questo giorno nel 2001, per trovare la forza politica, la lungimiranza legislativa, l’operatività degli opportuni controlli amministrativi, le soluzioni tecniche e gli spazi economici per mettere a punto misure che prevengano incidenti sul lavoro e garantiscano sicurezza, giusta remunerazione e rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, a chi esce quotidianamente dalla propria casa per assicurare il sostegno alla propria famiglia. Maercinelle fu l’esempio di tutto ciò che non deve essere una società giusta fondata sul lavoro. Facciamo in modo che quel sacrificio di 262 minatori si sia servito da vero monito per il mondo del lavoro di oggi e di domani, evitando, magari, il ripetersi di una morte per infarto –solo qualche giorno fa- sotto il sole delle 13.00, nella vicina Puglia, in un campo di pomodori, di un bracciante agricolo sudanese, probabilmente sottopagato e sfruttato come gli operai italiani di Bois du Cazier”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Regionale, Vincenzo Niro, in occasione della “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”, che si commemora proprio l’ 8 agosto di ogni anno in ricordo dell’incidente nella miniera di carbone di Marcinelle in Belgio, dove perirono 262 minatori, di cui 136 italiani e tra questi 7 molisani.

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