Il Consiglio Regionale vota la legge di riforma del diritto allo studio universitario

Il Consiglio Regionale, presieduto dal Presidente Vincenzo Cotugno, ha approvato nella serata di oggi la legge di iniziativa della Giunta regionale, concernente “Modifiche alla legge regionale n. 1 del 1995, recante norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario”.

Il provvedimento, che la Presidente della IV Commissione, Nunzia Lattanzio, ha chiesto fosse anticipato nella trattazione rispetto al suo posizionamento nell’Ordine del Giorno, è stato votato a maggioranza dall’Aula.

Il Relatore del provvedimento, Francesco Totaro, nell’illustrare la proposta di legge, ha evidenziato come “essa nasce dalla necessità di adeguare la normativa attuale della Regione Molise sia alle nuove disposizioni statali (la riforma Gelmini e la spending review) che alle richieste avanzate dalle associazioni degli studenti, attraverso azioni tese a: ridurre gli sprechi; riorganizzare le attività e le istituzioni pubbliche esistenti; riordinare i confini dell’intervento pubblico”. Totaro ha quindi ricordato come la proposta di legge prevede l’estensione a tutti gli studenti, anche stranieri, delle Università che hanno sede legale sul territorio, della possibilità di accedere ai servizi e agli interventi per il diritto allo studio. “In più –ha concluso Totaro- viene prevista la concessione da parte della Regione di contributi destinati a favorire la partecipazione degli studenti ai programmi di mobilità internazionale, a stage e a tirocini nel Molise e in altre realtà italiane ed estere”. Sono poi potenziati e migliorati –si legge nella relazione tecnica di accompagnamento alla legge- i servizi in favore di studenti disabili e diversamente abili. Altra importante novità è la disciplina finanziaria che intervie in modifica della precedente legge n. 1 del ’95, al fine di conformare il modello alle recenti regole di contabilità e finanza pubblica. E’ quindi abolita l’indennità di carica prevista per gli amministratori dell’ESU. Si stabilisce, infine, che gli alloggi dell’ESU siano assegnati soltanto agli studenti aventi diritto.

Il Presidente della Giunta Paolo Frattura, nel suo intervento, ha voluto, tra le altre cose, porre l’accento sulle novità contenute nella proposta di legge rispetto al passato. In particolar modo ha rilevato come ci si è impegnati a rimodellare il diritto allo studio, ampliandolo secondo un sistema di welfare, al centro del quale è stato posto lo studente. “Per la prima volta –ha ricordato ancora il Presidente Frattura- le borse di studio non si compongono più di una sola parte finanziaria, ma della costruzione di un sistema integrato di aiuti e di servizi agli studenti”. “Sempre per la prima volta –ha aggiunto il Presidente della Regione- si parla di servizio librario, per cui è previsto il potenziamento e l’aggiornamento annuale del servizio bibliotecario, favorendo anche l’editoria digitale e l’uso delle più avanzate tecnologie”.

Dopo un ampio dibattito generale, in cui sono intervenuti sia la Presidente della IV Commissione permanente (che ha da pochi giorni licenziato il provvedimento consentendogli di giungere in Aula), Lattanzio, che i Consiglieri Iorio, Manzo, Fusco Perrella, Ioffredi e Federico, i lavori del Consiglio sono stati sospesi per il coordinamento e l’eventuale riformulazione dei vari emendamenti presentati dalla maggioranza e dalle opposizioni.

Alla ripresa, il testo licenziato dalla IV Commissione, in parte emendato, è stato approvato dal’Assemblea consiliare con l’astensione dei Consiglieri Federico, Fusco Perrella, Iorio, Manzo e Sabusco.

Prima dell’esamina e approvazione della legge sul diritto allo studio universitario, il Consiglio aveva approvato all’unanimità un Ordine del Giorno a firma dei Consiglieri Lattanzio, Cotugno, Di Pietro, Cavaliere, Niro, Parpiglia, Monaco, Ciocca, Fusco Perrella, Veneziale, Iorio, Di Nunzio, Sabusco, Ioffredi, Manzo e Totaro, avente ad oggetto la “Soppressione della corte d’Appello di Campobasso”.

Il provvedimento, come si legge nella premessa dell’O.d.G., parte dalla presa d’atto che la Commissione Ministeriale incaricata della revisione della geografia giudiziaria, subordina il principio di mantenimento di un Corte di Appello per ogni regione, al raggiungimento di una soglia numerica di abitanti. Di qui le proposte di soppressione della Corte di Appello di Campobasso da parte della Commissione stessa, che contengono, secondo i firmatari dell’O.d.G., “evidenti criticità e non possono essere accolte favorevolmente dalla popolazione molisana già gravemente penalizzata in altri delicati ambiti”. In questo quadro, e visto anche il Documento prodotto sull’argomento dall’Associazione Nazionale Magistrati (sezione Distrettuale del Molise), il provvedimento votato impegna il Presidente della Regione e la Giunta a porre in essere ogni intervento utile, nei riguardi del Governo Centrale, del Ministero di Giustizia e Giustizia, del Consiglio Superiore della Magistratura, delle Commissioni Giustizia del Senato e della Camera, degli Organi d’informazione nazionali e regionali, al fine di mantenere la presenza e piena funzionalità della Corte d’Appello di Campobasso. Con l’O.d.G., il Consiglio dà quindi mandato al Presidente della Regione e all’Esecutivo di prendere contatti con la delegazione parlamentare, con le Province, con i Sindaci di Campobasso, Isernia e Larino, con i tre Ordini degli Avvocati presenti in Molise, con l’Associazione Nazionale Magistrati e con tutti i soggetti istituzionali e non, allo scopo di procedere ad azioni congiunte.

a cura della Comunicazione Pubblica del Consiglio Regionale del Molise

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