Il Consiglio vara la legge che istituisce il "Garante regionale dei diritti alla persona" e approva all'unanimità il Piano Sociale 2015-2018

Il Consiglio Regionale, presieduto dal Presidente Vincenzo Cotugno, ha approvato nella seduta antimeridiana di oggi, la proposta di legge regionale, di iniziativa delle Consigliere Nunzia Lattanzio e Angela Fusco Perrella, inerente l’istituzione del”Garante regionale dei diritti alla persona”.

“La proposta di legge all'esame dell'Aula -si legge nel documento istruttorio del Relatore, il Consigliere Francesco Totaro- ha lo scopo di definire profilo e compiti del “Garante Regionale dei Diritti alla Persona”, nuova figura istituzionale che, attraverso gli strumenti della mediazione, della comunicazione, della partecipazione e della protezione, segna un nuovo percorso di intesa tra i cittadini e la pubblica amministrazione, ciò al fine di vigilare sulla corretta esplicazione ed attribuzione dei diritti costituzionalmente garantiti delle persone, dei minori, e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.

Il Garante Regionale dei Diritti della Persona e’ dunque un organo super partes che assume posizioni neutrali e riunisce in un unico soggetto le funzioni di garanzie attribuite al Tutore Pubblico dei Minori e al Difensore Civico. Il nuovo Garante, che viene incardinato presso le strutture della Giunta Regionale, è quindi: responsabile dei diritti dei cittadini nei confronti delle istituzioni; custode e promotore dei diritti dei minori; garante del rispetto dei diritti delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personali. Viene quindi di conseguenza abrogata la legge istitutiva della figura del Tutore pubblico dei minori.

La figura del Difensore Civico era stato già stata soppressa in passato.

Il testo di legge approvato, infine, attribuisce alla nuova figura del Garante specifiche competenze di controllo in materia di esecuzione penale pur osservando, nella piena consapevolezza delle diversità dei compiti che appartengono rispettivamente all’Amministrazione della Giustizia, alle Regioni e agli Enti Locali, la distinzione dei ruoli.

Nel corso dell’ultima riunione del Consiglio Regionale si era già svolta la discussione generale sulla proposta di legge, in cui erano intervenuti oltre al Relatore, il Consigliere Totaro, anche le Consigliere presentatrici, Lattanzio e Fusco. Avevano preso la parola anche i Consiglieri Niro e Manzo.

In mattinata, invece, dopo gli interventi dei Consiglieri Fusco, Totaro, Di Pietro, Manzo, Lattanzio e Iorio, degli Assessori Facciolla e Petraroia, e dopo l’annuncio del Consigliere Ciocca di non intendere, insieme ai colleghi Ioffredi e Monaco, partecipare al voto, il testo di legge è stato approvato dall’Aula. Hanno espresso voto contrario i Consiglieri Federico e Manzo.

 

Il Consiglio è quindi passato all’esamina del Piano Sociale Regionale 2015-2018, proposto dalla Giunta Regionale. Nel suo intervento, la Relatrice del provvedimento, la Consigliera Lattanzio, ha evidenziato come “il Progetto di Piano in esame sia orientato verso il superamento della programmazione settoriale al fine di volgere verso un sistema integrato tra l’area sociale e quella sanitaria”. In più il Piano contempla, secondo la Lattanzio, l’integrazione tra diverse aree quali: quella educativa, della formazione, del lavoro, della cultura, dell’abitare e dell’urbanistica.

“La progettazione del Piano –ha spiegato ancora la Relatrice del provvedimento-, partendo da uno studio minuzioso del contesto sociale regionale, propone un’analisi della spesa sostenuta in relazione agli indicatori dei servizi attivati sul territorio, costruendo così un profilo di bisogni sociali che definiscono il fabbisogno per singola area di intervento. Assi portanti della programmazione sociale 2015-2018 sono le aree prioritarie di intervento quali: la sostenibilità del welfare d’accesso; le responsabilità familiari e la tutela dei minori; la programmazione della domicialità e dei livelli di autonomia delle presone anziane e disabili; il contrasto alla povertà; l’attivazione di percorsi di inclusione sociale; l’integrazione delle persone immigrate”.

In particolare il Piano per l’area di “sistema e Welfare di Accesso” individua gli obiettivi programmatici necessari al consolidamento ed al potenziamento del sistema di accesso ai servizi ed alle prestazioni della presa in carico degli utenti. Per l’area di “interveto delle responsabilità familiare e minori” si precisano alcuni obiettivi da perseguire al fine di consolidare e potenziare il sistema dei servizi e degli interventi di sostegno alla capacità di cura della famiglia ed al benessere psico-fisico del minore. Per l’area di “intervento anziani”, il Piano intende consolidare e potenziare la presa in carico territoriale nel proprio contesto di vita quale misura alternativa alla istituzionalizzazione e alla riduzione dei ricoveri delle persone anziane, soprattutto non autosufficienti. Per l’area di “intervento dei disabili” si mira a consolidare e potenziale la presa in carico territoriale nel proprio contesto di vita. Per il “disagio adulto e contrasto alla povertà”, ci si prefigge l’obiettivo di attivare e consolidare la rete territoriale dei servizi e delle strutture per far fronte alle situazioni di emergenza sociale nonché l’attivazione di percorsi di inclusione e reinserimento sociale e lavorativo per i soggetti a rischio di esclusione sociale. Per l’area di “intervento migranti, richiedenti asilo e apolidi” l’obiettivo programmatico consiste nel consolidare e potenziare il sistema di accesso ai servizi per la popolazione migrante attraverso il rafforzamento degli sportelli tematici e dei servizi di mediazione culturale.

Dopo gli interventi dei Consiglieri Fusco Perrella, Niro, Federico, Ioffredi e per la Giunta, del Vice Presidente Petraroia, il Piano è stato votato all’unanimità dall’Assise regionale.

Il Consiglio ha anche votato due Ordini del Giorno, presentati dal Consigliere Vincenzo Niro, e sottoscritti anche da altri componenti dell’Assise regionale, collegati direttamente al Piano Sociale 2015-2018. Il primo documento, che è stato votato all’unanimità, prevede l’impegno del “Presidente della Giunta regionale a inserire, nella formulazione dei prossimi bilanci regionali, una disponibilità di 500 mila euro l’anno, per il periodo di vigenza del Piano Sociale Regionale, da destinare all’incrementazione del Fondo da istituire per il sostegno alle cosiddette “politiche passive” a favore della famiglia”.

Il secondo Ordine del Giorno di Niro e altri, passato a maggioranza, con i voti contrari di Cavliere, Iorio, Fusco Perrella e Sabusco, prevede l’ “impegno al Presidente della Giunta a modificare la proposta di legge n. 117 (Disciplina dell’esercizio delle funzioni e dei servizi comunali), eliminando la proposta di strutturazione degli Ambiti Territoriali Ottimali, così come elaborata, e prevedendo la coincidenza di questi con gli Ambiti Territoriali Sociali”.

 

Il Consiglio regionale infine, prima dell’aggiornamento al pomeriggio, ha votato all’unanimità un Ordine del Giorno proposto dal Consigliere Nicola Cavaliere, e firmato anche da altri esponenti dell’Assise, che impegna “il Presidente della Regione a sensibilizzare e sollecitare il governo nelle sedi opportune, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero del Lavoro e la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, al fine di evitare che ulteriori e scellerati tagli ai patronati e al welfare gratuito mettano a repentaglio le tutele previdenziali e assistenziali garantite a milioni di cittadini”. Il provvedimento, prima del voto, è stato illustrato all’Assemblea dallo stesso presentatore Cavaliere.

 

All’inizio seduta, il Presidente Cotugno, aveva chiesto all’Assemblea di osservare un minuto di silenzio in ricordo della figura e delle meritorie opere benefiche della dottoressa Rita Fossaceca, assassinata brutalmente in Kenya, nel corso di una rapina.

a cura della Comunicazione Pubblica del Consiglio Regionale del Molise

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