Il Consiglio approva all'unanimità la legge sulla partecipazione della Regione Molise alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’UE

Il Consiglio Regionale, presieduto dal Presidente Vincenzo Cotugno, in mattinata ha approvato all’unanimità il Disegno di Legge di iniziativa dei Consiglieri Di Pietro, Niro e Sabusco, concernente la “partecipazione della Regione Molise alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione Europea”.

Il provvedimento, licenziato dalla I Commissione permanente, era già stato illustrato all’Aula, in una precedente seduta, dal Relatore, Consigliere Micone. Nella seduta di oggi, prima del voto, sono intervenuti il Consigliere proponente Niro e il Consigliere Fusco Perrella, che hanno evidenziato l’opportunità e la positività che la Regione aggiornasse la propria legislazione regolante la materia, alla nuova normativa nazionale ed europea, al fine di far sentire, nell’ambito delle competenze regionali, con chiarezza e incisività, la voce del Molise all’interno del complesso processo della formulazione del diritto europeo e della messa a punto delle politiche dell’Unione. Il ddl, divenuto legge con il voto di oggi, disciplina, infatti, le modalità di partecipazione della Regione alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione Europea. La stessa Regione si impegna, nel rispetto della Costituzione e del suo stesso Statuto, a consolidare il ruolo dell’Unione Europea, a promuoverne l’integrazione, la diffusione di iniziative fra soggetti pubblici e privati, oltre che la partecipazione a programmi e progetti comunitari. Il tutto nell’ambito dei principi di attribuzione, sussidiarietà, proporzionalità, efficienza, partecipazione democratica, trasparenza e leale collaborazione. La nuova legge prevede poi che l’Assemblea legislativa e la Giunta regionale si informino reciprocamente e tempestivamente sulle attività svolte contribuendo a favorire il massimo raccordo tre le strutture regionali, statali ed europee. “La Regione quindi –prevede l’articolato-, nelle materie di propria competenza, dà tempestiva attuazione alle direttive e agli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione Europea”. A tal fine “la Giunta Regionale verifica costantemente che l’ordinamento regionale sia conforme agli atti normativi e di indirizzo emanati da istituzioni e da organi della UE, relazionando, ogni anno, sulle risultanze di tali, controlli alla Presidenza del Consiglio dei Ministri”. In parallelo però “la Regione -si legge ancora nell’art. 4-, nel quadro di leale collaborazione tra istituzioni, formula osservazioni sui progetti di atti normativi dell’Unione Europea, sugli atti preordinati alla formulazione degli stessi e sulle loro modificazioni, qualora essi riguardino materie di competenza regionale”. Viene quindi previsto che al fine della verifica del rispetto del principio di sussidiarietà, il Consiglio Regionale possa inviare alle Camere le proprie osservazioni sui progetti di atti legislativi della UE in materia di competenze regionali. Si stabilisce inoltre che entro il 30 giugno di ogni anno il Consiglio si riunisca in “sessione europea” per porre in essere una serie di attività tra cui l’esame del “Disegno di Legge Regionale Europea” e della “Relazione sullo stato di conformità dell’Ordinamento regionale all’ordinamento della UE”. Nel particolare la Legge Regionale Europea, predisposta dalla Giunta, è lo strumento per l’adeguamento dell’ordinamento regionale all’ordinamento europeo. La legge Europea Regionale, emanata ai sensi dell’art. 65 dello Statuto regionale, tiene conto degli indirizzi formulati dall’Assemblea legislativa nella “sessione europea”. Per gli atti europei riguardanti materie di competenza legislativa regionale, ritenuti illegittimi, poi, la Giunta regionale può richiederne al Governo e alla Conferenza Stato-Regioni l’impugnazione. La nuova normativa stabilisce, infine, che “il Consiglio Regionale possa adottare iniziative e approvare progetti di intervento necessari a valorizzare le opportunità derivanti sia dalla posizione di centralità del Molise nell’area euro-adriatica e sia dalle prospettive legate alla creazione dell’area di libero scambio”. I tutto affinché la stessa “regione possa divenire punto di snodo delle attività commerciali e concorrere al rafforzamento della stabilità nell’area adriatica e balcanica, avvalendosi di strutture ed organizzazioni regionali”.

L’Assemblea ha poi votato, sempre all’unanimità, la “Variante parziale all’articolo 23 delle norme tecniche di attuazione del vigente Piano Regolatore Generale “Zona F8 – Area di culto”, Art. 2 legge regionale 7/1973”.

Il Consiglio, a conclusione della lunga seduta che ha esaminato tutti gli argomenti iscritti all’Ordine del Giorno, ha approvato a maggioranza, con il voto contrario dei Consiglieri Federico e Manzo, la “l’interpretazione autentica dell’articolo 12 del Piano Regionale di utilizzazione delle aree del demanio marittimo a finalità turistico-ricreative”. Il provvedimento dell’Assise, come ha spiegato il Relatore, Consigliere Ioffredi, proposto dalla Giunta Regionale, accoglie in parte la richiesta in merito avanzata dal Comune di Petacciato. L’Assemblea, con il deliberato odierno, interpretando l’articolo 12 del Piano, rileva che “restando ferma la distanza di metri 15 dal piede della duna del corpo principale dello stabilimento balneare e di tutte le opere fisse a carattere stabile, le opere accessorie allo stesso (ombreggi, bagni, docce ecc.) possono essere poste ad una distanza inferiore in caso di favorevole Valutazione di incidenza Ambientale”. Tale interpretazione evidentemente varrà per l’intera fascia del territorio molisano.

a cura della Comunicazione Pubblica del Consiglio Regionale del Molise

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