Il Presidente Cotugno dopo l’incontro con il Priore provinciale dell’Ordine dei Domenicani: il Santuario di Santa Maria della Libera a Cercemaggiore non chiuderà

“Il Santuario di Santa Maria della Libera a Cercemaggiore non chiuderà!”. A darne notizia il presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Cotugno, al termine dell’incontro con il Priore provinciale dell’Ordine dei Domenicani, fr. Francesco La Vecchia. Il Presidente Cotugno era stato sollecitato dall’intera comunità di Cercemaggiore, capeggiata dal sindaco Vincenza Testa, ad occuparsi di una questione che avrebbe portato, dopo sei secoli di storia, a perdere la presenza a Cercemaggiore dei frati domenicani. E questa mattina il superiore provinciale ha accolto l’invito del presidente Cotugno ad affrontare la delicata vicenda, che tiene in apprensione l’intera comunità cercese. Per motivi logistici e di carenza di frati, l’Ordine dei domenicani mesi fa aveva deciso di lasciare il Santuario molisano, indicando la data del prossimo 3 luglio come ultimo giorno di una storia secolare. Ma un colloquio sereno con animo collaborativo tra il presidente Cotugno e il padre provinciale, teso a risolvere la questione nel migliore dei modi, ha portato alla decisione finale che vedrà gli attuali padri domenicani rimanere per un periodo indefinito fino alla risoluzione conclusiva della vicenda. “Si tratta di un risultato importante per tutta la popolazione di Cercemaggiore e del nostro territorio” ha affermato il presidente Cotugno al termine dell’incontro “ottenuto grazie alla completa disponibilità del padre provinciale, fr. La Vecchia, che ha intenzione di collaborare per trovare una soluzione che soddisfi tutti. Un ringraziamento va anche al sindaco di Cercemaggiore e all’intera comunità che con grande garbo e con toni pacati” ha concluso il presidente Cotugno “ha condotto questa difesa di un luogo di culto al quale l’intera cittadinanza si sente legata. Il Santuario di Cercemaggiore dovrà rimanere per sempre un punto di riferimento come lo è stato negli ultimi seicento anni, e a questo obiettivo lavoreremo anche in futuro ”.

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