Sanità Regionale e anticorruzione. Scarabeo: nessuna polemica, ma più efficienza nel perseguire gli interessi comuni

Sanità Regionale e anticorruzione. Scarabeo: nessuna polemica, ma più efficienza nel perseguire gli interessi comuni. Ma si adisca l’ANAC anche per il Nucleo Industriale di Venafro. Io siedo su questa sedia ed in questa aula perché ho ricevuto un preciso mandato dal popolo molisano. Che mi ha eletto suo rappresentante. Il mio dovere è' - solo ed esclusivamente - quello di rispettare tale volontà e quindi fare ciò che un consigliere regionale deve fare: perseguire il bene comune. In questo ultimo anno mille occhi mi hanno scrutato e lo hanno fatto sotto diverse angolazioni. Lo accetto ma non rinuncio a compiere il mio dovere politico. Ed è proprio dalla graniticità del mio impegno che traggo l'energia per continuare a tutelare gli interessi dei cittadini molisani, nel loro insieme. Per questa ragione non ho alcun interesse a cadere in trappole non solo mediatiche o provocazioni del tutto sterili, perché idonee solo a distogliere l'attenzione dalla amara concretezza di problemi che vivono i cittadini e non intendo perdere un solo minuto in inutili, strumentali, faziosi attacchi che sono solo in grado di distogliere questa assemblea da ciò che è deputata a fare: la cura degli interessi dei cittadini molisani. Cura concreta, non strepiti da lavandaia. Ed è proprio per questa ragione che nei giorni scorsi ho puntato per la seconda volta la mia attenzione sulla Sanità Regionale ed è proprio per questa ragione che voglio continuare a farlo. Con la speranza che, almeno in questa sede, le mie parole non vengano abusate e trasformate. Con la speranza che almeno in questa sede non si tenti di coprire il contenuto di esse con montagne di inutili speculazioni che, come ho già detto, hanno un solo effetto: distogliere tutti noi da ciò che siamo chiamati a fare. Non polemiche personali, ma cura concreta dei pubblici interessi. Ciò posto, intendo richiamare in questa sede le dichiarazioni fatte dal dott. Cantone in merito alla attitudine della Sanità a porsi quale terreno eletto di corruzione. Intendo richiamare altresì il Rapporto - presentato dallo stesso Commissario - in cui (fino all'aprile 2016) il Molise risultava avere il 100% delle aziende non adempienti rispetto agli obblighi anticorruzione. Il Sistema Sanitario è l'insieme delle istituzioni, degli attori e delle risorse - umane e materiali - che concorrono alla promozione, recupero e mantenimento della salute dei cittadini. Esso si pone dunque quale diretta attuazione dell'art. 32 della Carta Costituzionale, che riconosce da un lato la salute come diritto fondamentale dell'individuo e dall'altro come interesse dell'intera collettività. Ma anche come strumento eletto ai fini del raggiungimento del principio (di matrice Costituzionale) di uguaglianza non solo formale ma anche sostanziale. Poiché è la solidarietà sociale e politica, di cui all'art. 2 della Costituzione, lo strumento con il quale possono e devono essere superati gli ostacoli che la Repubblica (e di conseguenza noi amministratori pubblici) ha l'obbligo di rimuovere qualora siano tali da limitare di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini così come riconosciuta dall'art. 3 della nostra Costituzione. Considerato dunque il preminente valore costituzionale, umano e sociale che connota la Sanità io lo ritengo momento necessario del mio ruolo di Consigliere. Poiché essa sia di tutti i cittadini è necessario che sia scevra da parzialità ed interessi correlati, paralleli e lobbistici. In termini squisitamente gestionali, quattro sono i parametri con i quali si valuta il sistema sanitario: 1) efficienza 2) efficacia 3) costo 4) equità. Per efficienza si intende il rapporto tra prestazioni e risorse (output/input), ovvero l'impiego economico delle risorse nel processo di produzione di servizi per la salute. È' misurata dal numero di prestazioni realizzate da un'unità di fattore produttivo utilizzato (ad es. il numero di visite per ora di lavoro di un medico, il numero di ricoveri annui per posto letto). L'efficacia è il rapporto tra la salute e le prestazioni (outcome/output), cioè misura il contributo dei servizi sanitari al miglioramento dello stato di salute. Individua cioè il miglioramento delle condizioni di salute in seguito al consumo della prestazione sanitaria (es. la riduzione delle morti per tumore al seno grazie alla introduzione dì screening periodici). In relazione al costo, il suo indicatore principale è rappresentato dalla spesa sanitaria pro-capire. Ed infine l'equità, che è misurata in base alla uguaglianza delle condizioni effettive di accesso alle cure sanitarie. Tali condizioni devono caratterizzare l'insieme dei servizi sanitari che si basano normalmente su 4 livelli: 1) servizi medici di base (primary care: medici di base e pediatri); 2) servizi sanitari di secondo livello (ospedali e servizi specialistici ambulatoriali); 3) servizi sanitari di terzo livello (medicina ad alta specialità) 4) assistenza farmaceutica Ebbene io mi chiedo: la nostra Sanità regionale rispetta i parametri di efficienza così come individuati? E lo fa in tutti e 4 i livelli? L'ho detto e lo ripeto: la Sanità è terreno troppo fertile per fenomeni illeciti. Per fenomeni di abuso di potere, interessi privati, guadagni indebiti, distrazione di risorse, frodi, comportamenti opportunistici, corruzione, errato rapporto con il settore privato (fornitori di beni di consumo e tecnologie, accreditamenti con case di cura ecc). Da un'analisi diffusa dalla Rete europea contro le frodi e la corruzione nel settore sanitario (www.ehfcn.org/) emerge come nella stessa Europa il 5,56% del budget per la sanità è assorbito dalla corruzione. E considerando che il Sistema Sanitario è finanziato attraverso la fiscalità generale - ossia Irap, Irpef, accisa benzina, contributi sulle assicurazioni auto - permettere spazi di omesso controllo in termini di attività anticorruzione o di cattiva gestione significa destinare il denaro dei cittadini a fini patologicamente opposti a quelli per i quali esso dovrebbe essere istituzionalmente deputato. Cosa fare dunque? Intanto recuperare con celerità rispetto al mancato adempimento degli obblighi imposti dalla normativa anticorruzione. E poi illuminante potrebbe essere l'esempio Campano. La Regione Campania, infatti, ha organizzato un nucleo ispettivo di valutazione della efficienza e legittimità dell'intero settore sanitario pubblico e privato (se accreditato). I cosiddetti 007 della sanità, ossia una rosa di esperti (un contabile, un giurista, un medico ed un esperto in gestione amministrativa e del personale), che hanno passato ai raggi x l'intero settore analizzandolo sotto il punto di vista della qualità delle prestazioni, della presenza di sprechi, irregolarità, tempistiche, duplicazioni di costi ed ogni elemento idoneo a allontanare la Sanità dalla propria funzione pubblica e sociale. Io credo che in questa direzione sia necessario che si muova anche la Regione Molise. Mi accontenterei comunque di sapere se il piano anticorruzione approvato con provvedimento DG Asrem n° 74 del 28.01.2015 ( piano triennale della corruzione 2014-2016 integrato con il programma della trasparenza) sia stato applicato- già un piano sulla corruzione a partenza 2014 che venga promulgato nel 2015 mi preoccupa), se le attività a rischio di corruzione siano state individuate e quali siano, se siano stati adottati i necessari provvedimenti, se siano stati adottati i necessari piani organizzativi per la rotazione dei funzionari nelle attività a più elevato rischio di corruzione, e se siano stati effettuati i monitoraggi previsti nella normativa e nel piano sull'efficacia e sul cronoprogramma del piano stesso. Se ciò non è avvenuto, allora il piano anticorruzione è rimasto il solito documento cartaceo, e nessuno mi può impedire di dire, con piena cognizione di causa, che il Molise non è indenne dalla corruzione in sanità. Perché il ruolo pubblico che ci caratterizza deve portarci alla ricerca continua della più assoluta efficienza, efficacia ed imparzialità della macchina pubblica così come sono certo che ciò che deve improntare le nostre azioni politiche sia l'assoluta imparzialità delle stesse. E proprio alla luce di ciò approfitto di questa sede per fare un sollecito. Che nasce da dati concreti ma anche dall'aver constatato che questa istituzione quando vuole sa essere molto celere e tenace nel raggiungimento dei propri obiettivi. Sollecito pertanto affinché il Presidente del Consiglio, con la stessa tempestività ed efficienza dimostrata nei giorni scorsi in relazione alle mie dichiarazioni, adisca l'Anac in relazione alle ipotesi di mancato rispetto della normativa anticorruzione posta in essere dal Consorzio per lo sviluppo industriale Isernia - Venafro. Sollecito altresì affinché non si perpetui nella violazione della legge regionale n. 8/04. Essa infatti, all'art. 7, prevede espressamente che il suddetto Consorzio possa essere amministrato da organi straordinari e di nomina regionale per il solo "periodo necessario alla ricostituzione degli organi ordinari e comunque per non più di 6 mesi". Mi sembra, invece, che il citato Ente sia amministrato da un Commissario di nomina regionale da molto più di sei mesi. Quindi chiedo quali sono le misure finora attuate per permettere che il Consorzio per lo Sviluppo industriale possa tornare ad una gestione ordinaria e fisiologica, secondo la ratio della legge regionale 8/04 che prevede l'assoluta temporaneità ed eccezionalità di organi diversi da quelli ordinari. E chiedo per quale ragione non si sia ancora provveduto al ripristino della legalità, così come imposto dalla legge. Signor Presidente, non trova che la circostanza che amministratori regionali violino una norma regionale sia cosa ben più grave di ciò che mi è stato precedentemente contestato? Tra il fare troppo ed il non fare io scelgo la prima.

Massimiliano Scarabeo

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