MICONE: LA II COMMISSIONE APPROVA LE MODIFICHE AL REGOLAMENTO REGIONALE SULL’ACCREDITAMENTO DEI SERVIZI PER IL LAVORO

La II Commissione Consiliare permanente ha completato oggi l’iter di modifica al regolamento regionale che detta la disciplina dell’accreditamento dei servizi per il lavoro nella Regione Molise. Sul punto è intervenuto il Presidente della Commissione, Consigliere Regionale Salvatore Micone. “La legge nazionale (d. lgs n. 276/2003) prevede, in materia di erogazione dei servizi per il lavoro, una rete di servizi aperta ad operatori pubblici e privati e l’istituzione da parte delle regioni di un apposito elenco per l’accreditamento degli operatori che operano sul territorio regionale. La Regione Molise ha dato seguito alle suddette disposizioni normative con l’approvazione del regolamento regionale n. 1 del 19 luglio 2013, dando vita ad un modello di servizi basato sulla integrazione e sulla cooperazione di diversi Enti ed Agenzie. Il Regolamento regionale contiene la disciplina dei requisiti, delle procedure, delle modalità di tenuta degli elenchi, dell’affidamento e della revoca dei servizi. Sulla base dell’approvazione del suddetto regolamento hanno già ottenuto l’accreditamento all’erogazione dei servizi per il lavoro diversi Enti pubblici e privati che operano sul territorio regionale. Nella sua formulazione originaria, il Regolamento regionale espressamente prevede, per il sistema di accreditamento delineato, una durata sperimentale di due anni decorrenti dal 1° ottobre 2014. La Commissione da me presieduta, è stata chiamata ad esprimere il parere in merito alla durata del periodo di sperimentazione da ampliare a tre anni a fronte dei due anni originariamente previsti, con il conseguente spostamento del termine finale del periodo di sperimentazione dal 1° ottobre 2016 al 1° ottobre 2017. Ciò comporta che viene stabilita nel termine del 1° ottobre 2017 la scadenza per la presentazione delle domande di accreditamento e di iscrizione nell’elenco regionale da parte dei soggetti interessati che ne abbiano i requisiti e la continuità delle attività per coloro che sono stati già accreditati. In questa ulteriore annualità, pertanto, gli operatori già autorizzati potranno dare prosecuzione alle attività già avviate e potranno essere presentate domande per l’accreditamento da parte di ulteriori operatori. In tal modo, la rete regionale dei servizi per il lavoro si arricchisce di nuovi operatori che sapranno garantire adeguati livelli di erogazione di servizi legati al mercato del lavoro regionale che secondo il modello definito a livello centrale deve prevedere la coesistenza di operatori pubblici e privati. La coesistenza sul mercato del lavoro di operatori pubblici e privati andrà a favorire una sana competitività che, unita ad una fattiva collaborazione, sarà proiettata verso la promozione e l’incentivazione dell’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro con conseguenti ed attesi benefici in termini occupazionali. La questione non attiene alla quantità, cioè al numero di operatori abilitati, quanto alla loro operatività secondo una logica di sistema e di rete che può davvero realizzare un sistema di politiche attive e di servizi per il lavoro efficace ed efficiente. L’operatività della rete regionale è particolarmente essenziale in questo momento storico caratterizzato dalla sperimentazione dell’assegno di ricollocazione che vedrà interessati oltre gli operatori pubblici anche quelli privati, direttamente chiamati a prendere in carico e seguire i disoccupati fino al momento del reinserimento lavorativo. Questo nuovo strumento di politica attiva è finalizzato, infatti, alla ricollocazione dei lavoratori disoccupati percettori di NASPI. L’importo dell’assegno, compreso tra € 1.000 ed € 5.000, non è destinato direttamente al disoccupato ma sarà erogato all’Ente (Centri per l’Impiego, Enti pubblici e privati accreditato) cui il disoccupato medesimo si rivolge per l’assistenza alla ricerca attiva di un lavoro e sarà erogato solo se il percorso comporta un effettivo inserimento lavorativo. E’ questa una sfida cui la Regione Molise non può sottrarsi perché, dopo il momento di rigore ed i sacrifici richiesti ai cittadini molisani, credo sia arrivato il momento in cui cominciare, grazie ai nuovi strumenti di politica attiva, agli interventi previsti nell’ambito dell’area di crisi complessa, del PSR e del programma plurifondo FSE – FESR, la risalita economica ed occupazionale”.

a cura Ufficio stampa della Presidente della II Commissione Micone

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