M5S - Scuole sicure, fondi persi: ecco di chi è la colpa

Scuole sicure, fondi persi: ecco di chi è la colpa Dopo quasi un anno dalla nostra richiesta sul milione di euro perso per rendere più sicure le scuole molisane, la Regione ci ha risposto scaricando la colpa sui Comuni. Dalle carte emerge che per le annualità 2012-2013 il Municipio di Riccia del sindaco e segretario Pd, Micaela Fanelli, ha presentato in ritardo la documentazione necessaria, mentre per il 2014 nessun Comune ha risposto al bando per il finanziamento Miur. Nessuna risposta per le altre annualità Sì, il Molise si è preso il lusso di dire no a finanziamenti da centinaia di migliaia di euro per mettere in sicurezza le proprie scuole. Ciò, almeno, è quanto si evince dalla risposta della Regione a una interrogazione del Movimento 5 Stelle Molise datata febbraio 2016. Gli uffici regionali ci hanno risposto dopo 11 mesi, scaricando le responsabilità sui Comuni. Ma andiamo con ordine. Un anno fa, controllando le carte, scopriamo che la Regione aveva perso i 565 mila 903 euro e 80 centesimi stanziati con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la sicurezza dei plessi scolastici. Certo, si tratta di briciole rispetto alle esigenze di una Regione in cui le scuole antisismiche sono una su cinque e la metà delle strutture risale a prima degli anni ‘60. Purtroppo la Regione non fa in tempo ad inviare il piano di interventi sulle strutture a rischio sismico, previsto dalla legge e indispensabile per accedere ai fondi. Da qui parte la nostra interrogazione in Consiglio regionale. Dopo quasi un anno (!) è arrivata la risposta firmata dal governatore Paolo di Laura Frattura, una replica non solo ingiustificatamente tardiva, dato che l’Agenzia della Protezione civile aveva predisposto e inviato alla Giunta la documentazione per il nostro atto già il 22 febbraio 2016, ma anche incompleta. Nell’interrogazione, tra le altre cose, chiedevamo l’ammontare delle somme di cui la Regione Molise ha beneficiato o avrebbe potuto beneficiare dal 2003 ad oggi. La risposta invece fornisce numeri solo dal 2008 al 2014. Quindi siamo costretti ad attenerci a quelli, non senza il sospetto legittimo che, anche negli anni precedenti, qualcosa non sia andato per il verso giusto. Per l’annualità 2008 il Molise riceve 282.951, 90 euro, ma come si legge nella risposta, a causa del terremoto dell’Aquila (aprile 2009), “quasi tutte le Regioni non furono in grado di presentare la proposta di intervento”. Tuttavia, la quota assegnata anche se non utilizzata fu sommata alla quota spettante per l’annualità 2011. Per l’annualità 2009, invece, il Molise riceve 284.945, 61 euro per un intervento sulla scuola elementare di contrada Largo Zullo a Baranello. Parentesi: il finanziamento è datato 2010 ma, dopo 7 anni, l’intervento è definito ancora “in fase di completamento”. Proseguiamo. Annualità 2010, in Molise arrivano 282.951, 90 euro per l’intervento sulla scuola materna di via Leopardi a Campobasso. L’intervento è stato completato ma la scuola è chiusa da mesi. Per il 2011, il governo ci mette a disposizione 422.903, 80 euro per intervenire sul Liceo Classico Fascitelli di Isernia. Anche in questo caso l’intervento è definito “completato” ma il liceo ancora non viene riaperto. E veniamo alle annualità 2012 e 2013. Arrivano 565.903, 60 euro e “si valuta – leggiamo – l’ipotesi di inserire nel programma regionale di interventi (…) la proposta di intervento sull’auditorium facente parte del complesso della scuola media” di Riccia. Per accedere ai fondi i Comuni hanno a disposizione 90 giorni a partire dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale. Il termine ultimo quindi è il 14 gennaio 2015. Peccato che, sempre secondo la relazione sui fondi concessi per l’adeguamento sismico degli edifici scolastici inviataci, il Comune del sindaco Fanelli invia la richiesta il 26 gennaio, quindi 12 giorni dopo la scadenza. Nonostante questo, l’iter prosegue. Il 29 gennaio viene chiesto il parere dell’Ufficio Scolastico Regionale; il 26 febbraio arriva il parere del dirigente scolastico locale e il 2 marzo quello del dirigente dell’ufficio scolastico regionale. Il 4 marzo, come da prassi, l’Agenzia regionale di Protezione civile propone ufficialmente al Dipartimento nazionale l’intervento alla scuola di Riccia. Ma, come spiega anche l’Agenzia regionale, “già la proposta del Comune di Riccia è pervenuta oltre i tempi previsti”. Ma, allora, perché non interrompere subito il procedimento? Mistero. E arriviamo all’annualità 2014. Il finanziamento al Molise stavolta ammonta a 420 mila euro. Il 1 ottobre 2015 la Regione gira la segnalazione delle somme disponibili al servizio regionale di Edilizia Pubblica che solo il 21 ottobre comunica la disponibilità di queste somme all’Agenzia di Protezione civile, delegata alla ricerca dei soggetti interessati. Il 4 novembre l’Agenzia di Protezione Civile invita i Comuni a presentare le proposte di intervento entro il 13 novembre, dunque dando loro solo nove giorni di tempo. Ma alla scadenza, si legge, “nessuna manifestazione di interesse è pervenuta”. Niente, nessun Comune pervenuto. In una Regione ad altissimo rischio sismico, in un periodo di perdurante crisi economica e fondi agli enti locali somministrati col conta gocce, i Comuni dicono di no ai fondi dello Stato e le strutture regionali si rimpallano documenti perdendo tempo prezioso. Questo, almeno, è quanto si legge nella risposta alla nostra interrogazione.

a cura del Gruppo Movimento 5 Stelle

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