Conoscere un pezzo di storia in occasione dell’anniversario della Costituzione italiana, una giornata in ricordo di quanto le madri della nuova Costituzione hanno contribuito al cambiamento, quella organizzata il 10 gennaio dalla Commissione per la Parità e le Pari Opportunità della Regione Molise condivisa da 40 donne molisane, rappresentanti di associazioni, sindacati,  mezzi di informazione, mondo studentesco e della società civile, insieme a rappresentanti dei Comuni di Campobasso, Isernia, Venafro e Cercemaggiore, per andare a visitare la mostra  ‘Le Costituenti nella memoria - storie, luoghi, politiche'.
“Una prima iniziativa questa – ha spiegato la Presidente della Commissione per la Parità e le Pari Opportunità della Regione Molise, M.Gabriella Faccone – da cui tirarne fuori tante altre. La nostra missione è quella di promuovere le pari opportunità e combattere la discriminazione”.
Durante il viaggio diversi gli interventi che si sono susseguiti e che hanno dato vita ad un dibattito che ha avuto come fulcro il tema dell'uguaglianza tra uomo e donna, combattere le discriminazioni, contrastare la violenza e rafforzare la sicurezza. Fare rete tra associazioni e incentivare iniziative per aiutare i deboli, non solo le donne, ma anche gli anziani, gli omosessuali, gli immigrati, gli emarginati. Un confronto tra donne, dunque, diverse le idee lanciate e anche visioni discordanti che però potrebbero trovare una confluenza su un unico obiettivo: la solidarietà.
 
La mostra ‘Le Costituenti nella memoria - storie, luoghi, politiche’        
La mostra ‘Le Costituenti nella memoria - storie, luoghi, politiche’, alla Casa della Memoria e della Storia di Roma dal 17 novembre 2017 al 12 gennaio 2018, a cura della F.I.A.P, dell’A.N.P.I., dell’I.R.I.F.A.R., Biblioteche di Roma e dell’Associazione Toponomastica femminile, e promossa da Roma Capitale, vuole raccontare la storia delle 21 ‘madri della Repubblica’, le prime donne che sedettero nel Parlamento italiano.
Nell'anniversario della Costituzione si è pensato di celebrarla con un occhio particolare ricordando le madri costituenti, 21 donne che in un periodo particolare, con conoscenze ed esperienze diverse hanno dato un contributo importante e hanno scritto un pezzo della nostra storia.
L’esposizione, divisa in tre parti, vuole dare un apporto di toponomastica per far vedere per quali di loro c’è una testimonianza pubblica, infatti in dei pannelli espositivi sono ricordate vie, piazze e giardini dedicate a queste donne in diverse città italiane e fanno parte della più ampia esposizione ‘Donne e lavoro’, mostra itinerante di Toponomastica femminile volte a valorizzare il ruolo delle donne.
Percorsi biografici su dei pannelli che raffigurano il volto di una donna, affinché rimanga una testimonianza viva, e le brevi biografie riassumono la loro attività politica e i loro interventi nelle riunioni dell’Assemblea Costituente e che ancora oggi appaiono particolarmente attuali.
E poi una parte dedicata ai loro scritti, articoli di giornali in particolare per capire di quali temi si sono occupate e quali parole hanno usato.
 
Chi erano queste donne
Il 25 giugno 1946, nel Palazzo di Montecitorio, l’Assemblea Costituente si riunì in prima seduta e furono elette 21 donne su un totale di 556 deputati: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e una dell’Uomo Qualunque. A 70 anni dalla Costituzione questa mostra intende rendere omaggio a loro, alla loro attività politica e ai loro interventi nelle riunioni dell’Assemblea, che appaiono ancora oggi particolarmente attuali.
Diverse per cultura ed educazione, alcune divennero personaggi istituzionali di grande riferimento e rimasero a lungo nelle aule parlamentari, altre tornarono alle proprie occupazioni. Erano state attive antifasciste e protagoniste della Resistenza e in tutte era presente la volontà democratica di contribuire attivamente alla vita politica. Insieme segnarono una tappa importante nella storia italiana e, attraverso il loro impegno e le loro capacità, furono protagoniste ai più alti livelli delle istituzioni. Cinque delle ventuno Madri Costituenti, Maria Federici, Nilde Iotti e Teresa Noce del Pci, Angelina Merlin (Psi) e Angela Gotelli (Dc), entrarono a far parte della 'Commissione dei 75', quella commissione incaricata dall’Assemblea Costituente di formulare la proposta di Costituzione da dibattere e approvare in aula.
Hanno dato, dunque, un forte contributo su 7 articoli fondamentali della Carta costituzionale, come l'articolo 3 – “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” o quelli che riconoscono il diritto alla famiglia, all’istruzione e alla salute.
Esse mantennero nel corso dei lavori la loro intesa, nonostante provenissero da diverse culture politiche e la loro presenza fu determinante per fare della Carta costituzionale lo strumento di parità tra i sessi e una garanzia di emancipazione per le donne italiane.
Le considerazioni della Presidente della Commissione per la Parità e le Pari Opportunità della Regione Molise, M.Gabriella Faccone 
"A conclusione di una giornata intensa, - ha commentato la Presidente della Commissione per la Parità e le Pari Opportunità della Regione Molise, M.Gabriella Faccone - dedicata a ripercorrere l’impegno delle 21 madri costituenti, di quelle donne che si sono spese per assicurare alla Costituzione del nostro Paese adeguata considerazione dell’universo femminile e dei diritti delle donne, dobbiamo porci di fronte a una riflessione: l’importanza del contributo delle donne nella costruzione di quella democrazia di cui oggi godiamo, colonna portante, in termini di libertà ed eguaglianza della nostra Carta Costituzionale. Gli articoli 3-23-24-25-26-28 della nostra Costituzione, infatti, raccontano proprio questo ovvero l’apertura di una nuova era nella quale si sancirono, per la prima volta nella storia del nostro Paese, i diritti delle donne riconosciute in quanto madri, lavoratrici e cittadine 'a pieno titolo'.  È nostra responsabilità, - ha continuato -  ora, far sì che quell’impegno non vada disperso. Ogni donna deve avere sempre presente gli articoli che sanciscono i suoi diritti e lottare sempre più nel far rispettare la propria dignità".
L'auspicio della Presidente Faccone è che ci sia  un cambiamento generazionale che possa interpretare la figura femminile come ricchezza e non sottovalutarne e deprezzarne le qualità.
"Serve - ha proseguito - un impegno di noi tutti, donne e uomini, cittadine e cittadini, per volere prima e sostenere poi il cambiamento, supportando l’affermazione delle donne anche in quei consessi che fino a ieri erano appannaggio esclusivo degli uomini, nella consapevolezza che uno spazio in più creato per le donne è uno spazio in più per l’affermazione dei diritti civili e per sostenere la crescita sociale ed economica dei nostri territori. La Commissione per la Parità e le Pari Opportunità della Regione, come organismo istituzionale ha il dovere di promuovere l’eguaglianza tra i generi, ma soprattutto ha il diritto di essere ascoltata quando le politiche regionali trattano argomenti di intervento diretto sulla situazione femminile in Molise o intervengono per supportare l’auspicato cambiamento socio-culturale ancora inespresso, quando non compiuto, nella nostra regione. La visita alla mostra romana 'Le Costituenti nella memoria - storie, luoghi, politiche', che ho voluto fortemente, è stato un momento toccante, ricco di spunti di riflessione: ecco perché sono ben lieta che ad accettare l’invito a partecipare alla visita ci fosse una numerosa rappresentanza delle donne molisane che occupano spazi centrali nella nostra società regionale, oltre che una rappresentanza della Commissione che ho l’onore di presiedere. Sono convinta - ha concluso M.Gabriella Faccone -  che dobbiamo lavorare assieme, iniziando dal condividere la nostra memoria e la nostra storia comune di rivendicazione, per intraprendere un percorso collettivo che riparta da là dove i nostri diritti sono stati, finalmente sanciti e riconosciuti".
 
La mostra, che, come hanno spiegato gli organizzatori ha suscitato molto interesse, ha avuto molti visitatori e molto probabilmente l'interesse è stato scaturito dalla volontà di conoscere qualcosa di cui non si era a conoscenza, un pezzo di storia legato alla nostra Costituzione, donne che si sono unite per far fronte a un nuovo passaggio, a un nuovo stile di vita e che hanno scritto una pagina importante della storia italiana.
Per il Molise la visita a questa esposizione è stato un punto di partenza per iniziare a fare rete, a unire le forze, le competenze e conoscenze e intraprendere iniziative che siano costruttive nel territorio e per il territorio.