comunicato n. 5 del 20 settembre 2018

““Pace, se lo dici e lo ripeti, magari poi si avvera”. Forse le Nazioni Unite, nell’istituire la Giornata Internazionale della Pace per il 21 settembre di ogni anno, confidavano in qualche modo nell’auspicio di Mario Rigoni Stern. Costruire una cultura della pace, precondizione affinché possa esistere una pace giusta e duratura, rappresenta un obiettivo complesso ed ambizioso cui deve tendere ogni civiltà che vuol definirsi evoluta. Sono, per questo, profondamente persuaso che in ogni circostanza dell’esistenza, singola e collettiva, il dialogare pacatamente e senza pregiudizi, il confrontarsi in modo consapevole, lo sfuggire alla facile retorica ed il cercare di cogliere con spirito costruttivo gli aspetti più profondi e veri di un modo alternativo rispetto alla violenza e alla scorretta prevaricazione fisica, dialettica e culturale, possa realmente creare le condizioni per una pace reale e giusta fra le Nazioni e tra le persone”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Micone, in occasione della Giornata Internazionale della Pace.

“Questa Giornata – ha sottolineato Micone - deve rappresentare un’occasione di riflessione e di speranza per rafforzare questo grande bene per l’umanità, in tutte le forme, e per garantire il benessere di tutti i popoli del mondo”.

“Del resto la pace, come sosteneva John Fitzgerald Kennedy - ha continuato Micone -, è un modo, per risolvere i problemi. Un modo ovviamente alternativo alla violenza, un atteggiamento che non significa rinunciare o indietreggiare rispetto alle proprie idee. Tutt’altro, significa invece mostrare il coraggio della fiducia nelle ragioni e nell’intelligenza dell’altro di comprendere un punto di vista alternativo e di trovare insieme una soluzione comune, condivisa, razionale, sostenibile e realistica in cui tutti si sentano un po’ vincitori nel vedere accettato una parte di quanto sostenuto e nessuno si senta umiliato per dover rinunciare a qualcosa della propria posizione. Se l’opzione “uso della forza” (come di ogni forma di prevaricazione fisica e morale), sia nei confronti tra le Nazioni, che nei rapporti tra persone, viene esclusa o è considerata un’estrema ratio, la capacità dell’essere umano di affrontare i problemi e di cercarne soluzioni efficaci sarà esaltata e qualificata. Occorre, dunque, parlare in ogni ambiente di un nuovo modo di procedere che vada alla ricerca di una pace in cui nessuno si senta prevaricato, in cui ciascuno rinunci a qualcosa per avere tutti insieme qualcosa di più grande delle piccole ed effimere singolarità”.

“Partiamo da questa Giornata - ha concluso il Presidente del Consiglio Regionale - per promettere, prima a noi stessi e poi gli altri, di poter fare in modo che la Pace diventi Passione, dove ognuno può dare di più nelle famiglie, nelle scuole, negli ambienti di lavoro e nel mondo della politica,  per comprendere quanti passi in avanti potrebbe fare l’umanità intera e le nostre singole comunità, se l’opzione “pace” fosse la sola opzione possibile, in modo tale che ogni giorno diventi un giorno di Pace”. 

a cura dell'Ufficio Comunicazione Pubblica del Consiglio Regionale del Molise 

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