Dal 2 giugno dobbiamo trarre ancora il desiderio di confrontarci tra noi trovando sempre un punto di incontro come seppero fare i nostri nonni nel 1946

In occasione della Festa della Repubblica, il Presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone, ha dichiarato:

Il 2 giugno 1946 con un voto popolare, molto partecipato (per la prima volta votavano anche le donne) e altrettanto dibattuto, l’Italia sceglieva la strada della Repubblica per il suo cammino nella ricostruzione post bellica prima, e nella ripresa socio-economico-produttiva poi. Una struttura repubblicana che poi si rafforzò con la Carta costituzionale. La Repubblica ha regalato a questo nostro amato Paese 73 anni di pace, pur dovendo garantire, con i suoi organi democratici, l’affrontare e il superare non pochi problemi: come accennato, la ripresa, dopo il sangue, l’orrore e la distruzione della guerra mondiale; i lunghi e difficili anni della guerra fredda e del terrorismo; le tante catastrofi naturali (terremoti, alluvioni, crolli di dighe ecc),  le crisi politiche seguite a “mani pulite”; le crisi economiche (crisi petrolifere degli anni ’70, la svalutazione della lira, fino  alla crisi economico-finanziaria globale degli inizi del III Millennio); i coinvolgimenti dei nostri contingenti militari sotto l’egida dell’ONU o della Nato per le crisi umanitarie in varie aree del mondo. Non secondari poi gli impegni per le presenze e l’operatività dell’Italia repubblicana, oltre che nelle Nazioni Unite, anche nella Nato, nell’Unione Europea, nel club dei paesi più industrializzati del mondo. Tanti appuntamenti che hanno visto il nostro sistema istituzionale e democratico dimostrarsi non solo all’altezza delle sfide, ma anche capace, in tanti casi, di svolgere un ruolo da protagonista. Quelle donne e quegli uomini che il 2 giugno del 1946 andarono a votare in quel famoso referendum, non potevano certo conoscere questi 73 anni di accadimenti, ma in qualche modo immaginarono le sfide a cui l’Italia avrebbe dovuto rispondere, per questo la dotarono di una struttura istituzionale capace di affrontare, con la forza della democrazia, con l’entusiasmo e la responsabilità della libertà, ogni fattispecie che la storia avrebbe posto innanzi al “bel paese” di cui parlava Dante. In questo giorno, dunque, possiamo e dobbiamo dire grazie a quei nostri antenati, sia a quelli che votarono per la Repubblica che a quelli che optarono per la Monarchia, perché entrambi gli schieramenti ci indicarono la strada democratica, del reciproco rispetto e riconoscimento, per affrontare le questioni che coinvolgono il futuro della nazione. Quella di oggi è dunque la festa degli italiani di ieri, di quelli contemporanei e di quelli di domani. Da questa festa dobbiamo trarre la forza per superare le avversità che di volta in volta la Repubblica trova sul suo cammino. Dal 2 giugno dobbiamo trarre ancora il desiderio di confrontarci tra noi, anche in modo aspro, ma di trovare poi sempre un punto di incontro, accettando il risultato della maggioranza e rispettando le posizioni della minoranza, così come seppero fare i nostri nonni nel 1946. Il Consiglio regionale, quale massima rappresentanza politico-assembleare di quella Regione Molise, fiero ente costituzionale della Repubblica, partecipa a questa festa con orgoglio, con convinzione e con unità di intenti, pur tra le diversità delle posizioni politiche, che in democrazia rappresentano una incommensurabile ricchezza da tutelare e proteggere, anche perché simbolo tangibile della stessa Repubblica”.

Campobasso, 2 giugno 2019

a cura dell'Ufficio Comunicazione pubblica del Consiglio Regionale del Molise (MS)

 

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