V edizione della “Giornata dell’emigrazione molisana nel Mondo”, l'intervento del Presidente Miicone

Un bagno di folla ha partecipato alla V edizione della “Giornata dell’emigrazione molisana nel Mondo” organizzata dalla Presidenza del Consiglio regionale del Molise, celebratasi ieri nella prestigiosa cornice del Convitto Nazionale “M. Pagano” di Campobasso. Cerimonia solenne che ha voluto omaggiare l’emigrazione molisana che, nelle sue varie sfaccettature, ha interessato, dalla metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni, il Molise.

L’emigrazione molisana – ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale- ha scritto e continua a scrivere pagine di storia, pagine di storie, pagine di passato e di presente che appartengono a noi tutti, che tocca famiglie, tocca vite, tocca memorie e ricordi e che, seppur vissute ed interpretate in maniera diversa, tutte riescono ad accarezzare le corde profonde del cuore di ciascuno di noi. Ognuna di esse è accumunata da partenze colme di smisurata ricchezza e vivacità, nelle relazioni lasciate ed in quelle instaurate nei Paesi di accoglienza, dove si sono guadagnate nel tempo stima, rispetto e considerazione. Gli emigrati molisani hanno spesso dimostrato di saper dare un’impronta determinante nei Paesi ospitanti in termini di idee, di energie, di creatività, nella politica, nell’economia, nella cultura e nell’arte”.

“L’emigrazione odierna – continua Micone- va intesa in chiave più moderna, più ricca, più vivace, come un’idea di riscatto che i molisani sono riusciti ad esportare in tutto il mondo con la loro umiltà e contribuendo a costruire quell’immagine del Molise come una terra di cultura, bellezza, gusto ed eleganza. Così, oggi siamo qui a celebrarla come testimonianza di quella storia identitaria del nostro caro Molise che non esiste più così come è nata, ma si è trasformata ed è evoluta. È diventata diversa, ma viva, è una storia che esiste, una storia ancora piena di significati. È la storia, appunto, di un popolo che sta fuori dal Molise, che vive nel mondo. È la storia di molisani nel mondo, un mondo, diventato globale, ampio, lontanissimo ma vicinissimo, dove i molisani riescono e vogliono continuare a sentire, forte, un senso di appartenenza, un senso di comunità, di popolo e di identità”.

 “Con questo vento, abbiamo fortemente voluto – chiosa Micone – condividere insieme a tutti i cittadini molisani le nostre eccellenze che emanano il profumo, forte ed intenso, di “Molisanità”! Profumo che ci rivela qualcosa di unico e che ci tiene uniti, al di là delle distanze geografiche, capace di custodire ed accrescere il senso coeso di identità, come un vero e proprio  “passaporto” di appartenenza. Lo stesso profumo di quel Molise che è partito e che continuerà a partire, in cerca di nuovi orizzonti e strade future, che custodisce caramente i propri affetti, le proprie radici e l’amore per la terra natìa. Quel profumo di un Molise che, porta in alto il nome della nostra regione, oltre i confini regionali, con i suoi Ambasciatori molisani nel Mondo dove ognuno di loro è un testimonial spontaneo positivo ed un acceleratore delle potenzialità che la nostra terra può esprimere. Quel profumo di un Molise padre di eccellenze che si sono contraddistinte per particolari ed importanti meriti accademici, culturali, politici, sociali e professionali in ogni angolo del mondo e che continuano a mantenere un legame forte, saldo e vivo, con le proprie comunità di origine”.

“Sono estremamente entusiasta e soddisfatto dell’ottima riuscita della cerimonia- conclude il Presidente-  e, soprattutto, per come siamo riusciti ad evidenziare e far apprezzare quella parte di Molise che è partito e quell’altra sua parte resiliente, che a denti stretti continua a restare,   entrambe capaci di riconsegnare dignità e riportare la nostra amata regione sulle vie “saper fare bene” nella cultura, nell’arte, nelle professioni attraverso menti eccellenti che ci inorgogliscono e ci fanno onore in ogni angolo del mondo. Menti che hanno dimostrato come andar via dal Molise potesse rappresentare un’opportunità, un’esperienza, un arricchimento professionale e, soprattutto, una crescita personale e sociale, un desiderio per arricchire loro stessi, la nostra terra e noi tutti”.

Campobasso, 7 dicembre 2019

a cura Portavoce del Preisdente del Consiglio regionale

 

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