Recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari in favore delle persone in stato di povertà o grave disagio sociale, il Consigliere Romanguolo presenta una proposta di legge

Il Consigliere Aida Romagnuolo ha presentato una proposta di legge regionale –contraddistinta con il n. 137-  avente concernente: “Recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari in favore delle persone in stato di povertà o grave disagio sociale”.

La pdl –si rileva nella relazione illustrativa- consente alla Regione Molise di intervenire sul fenomeno degli sprechi alimentari valorizzando l’attività di solidarietà e beneficenza attraverso la raccolta e la distribuzione dei generi alimentari non idonei alla commercializzazione ma commestibili, o dei pasti non serviti dagli esercizi di ristorazione e dalle eccedenze alimentari invendute dalla grande distribuzione.

“Con il recupero dei prodotti alimentari –spiega quindi la presentatrice nel documento di accompagnamento- e la loro successiva destinazione in favore delle persone in stato di povertà o grave disagio sociale, attraverso l’attività di raccolta operata da onlus, cooperative, organizzazioni ed associazioni caritative e di beneficienza, imprese produttrici e della distribuzione, si intende promuovere un forte intervento di solidarietà che non può più essere procrastinato, e inoltre si valorizza l’attività di volontariato e beneficenza incentivando interventi in materia di responsabilità sociale nella lotta allo spreco alimentare”.

Nello specifico l’articolato definisce quali “eccedenze alimentari”: a) i prodotti alimentari in perfetto stato di conservazione non idonei alla commercializzazione per carenza o errori di confezionamento, di etichettatura, nonché per prossimità alla data di scadenza, nonché le eccedenze alimentari invendute dalla grande distribuzione, ma perfettamente commestibili; b) i prodotti agro-alimentari invenduti e destinati all’eliminazione del circuito alimentare; c) i prodotti agricoli non raccolti; d) i pasti non serviti dagli esercizi di ristorazione e della somministrazione collettiva, perfettamente commestibili.

Per la realizzazione delle finalità prefisse, la Regione, si dispone ancora nella pdl, si avvale: a) Enti locali, singoli o associati; b) Organizzazioni di volontariato; c) Associazioni di promozione sociale iscritte all’Albo Regionale; d) Cooperative sociali; e) Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS;) f) parrocchie e gli oratori delle comunità; g) Fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza, educazione; h) le imprese produttrici che perseguono interventi di responsabilità sociale di impresa in favore della lotta allo spreco alimentare; i) le imprese distributrici e del commercio al dettaglio che perseguono interventi di responsabilità sociale di impresa in favore della lotta allo spreco alimentare.

L’iniziativa legislativa passa ora all’esame della Commissione consiliare competente che dopo l’espressione del parere di rito la invierà all’attenzione del Consiglio regionale per le determinazioni conclusive.

 Campobasso, 10 novembre 2020

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