MICONE ESPRIME SODDISFAZIONE PER L'APPROVAZIONE DI DUE ATTI DI INDIRIZZO CONCORDATI CON LA CONFERENZA DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLIO REGIONALI

In occasione della Giornata del Ricordo per le vittime delle Foibe, il Presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone, ha dichiarato:

Un filo d’acciaio/taglia l’anima/che grida pietà,/sul ciglio/della morte….Mani e piedi/legati dall’odio/e poi/giù,/nel buio”. Questi versi di Marco Martinolli esprimono, come solo una poesia può fare, l’orrore, l’odio e la disumanità che si verificarono durante e subito dopo la seconda guerra mondiale nell’area giuliano dalmata. Si contano a migliaia, infatti, gli italiani che legati tra loro con  filo spinato furono gettati (alcuni dei quali ancora vivi) nel buio delle foibe al fine di occultare agli occhi della storia la loro eliminazione fisica, avvenuta nell’ambito di una scellerata deitalianizzazione delle aree della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, ad opera dei seguaci di Tito. Una pagina del vissuto italiano ed europeo del 20° secolo, resa ancor più dura e triste, se si pensa che per anni, come ha avuto modo di sottolineare il Presidente Mattarella, è stata strappata dal libro della nostra storia nazionale. Questo giorno impegna tutti, istituzioni, mondo della cultura e della politica, singoli cittadini, su vari fronti. Innanzitutto siamo richiamati al dovere del ricordo di fatti verificatisi ai danni di nostri connazionali indifesi, colpevoli solo di essere italiani come noi. Siamo poi chiamati ad approfondire il come e il perchè si generarono quelle atroci azioni su civili inermi, senza per questo indulgere, ovviamente, ad alcuna giustificazione a violenze, prevaricazioni e soprusi. In conseguenza, dunque, siamo chiamati ancora ad esprimere biasimo per quegli storici (non tutti per la verità) e quelle parti delle istituzioni e della politica (non tutte in realtà) che in un tempo non così lontano, hanno dato il loro contributo operativo e culturale a tenere nell’oblio questi accadimenti, negando per decenni ai sopravvissuti sia la consolazione del ricordo collettivo che il doveroso rigetto intellettuale di un odio nazionale e politico che con così tanta ferocia ha colpito nel cuore dell’Europa erudita del ‘900, indiscriminatamente, donne e uomini, anziani e bambini, operai e borghesi, lavoratori privati e pubblici. Tutte  persone totalmente innocenti e senza responsabilità di fatti pregressi, che pure purtroppo trovarono compimento in quello stesso territorio precedentemente e nel corso del secondo conflitto mondiale. Come Consiglio regionale, con doveroso senso civico, onoriamo tutte le vittime di quella che fu una vera e propria mattanza, impegnandoci a non perdere mai il ricordo di quei fatti. Soprattutto, in relazione alle nostre diverse sensibilità,  per onorare quelle donne e quegli uomini che furono infoibati e da quelle migliaia di connazionali che dovettero lasciare l’area giuliano dalmata come profughi perché perseguitati  dai cosiddetti “titini”, a dare il nostro contributo politico e istituzionale per fortificare le basi culturali, valoriali e politiche della nostra civiltà affinché l’odio nazionale e ideologico non trovi spazio nella società e nel dibattito tra i cittadini e tra i partiti loro rappresentanti politici”.

Campobasso, 9 febbraio 2021

a cura dell'Ufficio Comunicazione pubblica del Consiglio Regionale del Molise (MS)

 

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