FESTA DELLA REPUBBLICA, IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE MICONE

In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, il Presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone, ha dichiarato:

Il 2 e il 3 giugno del 1946 la maggioranza degli italiani, in un libero referendum che per la prima volta vide partecipi  uomini e donne di ogni censo, cultura, provenienza ed età, scelsero, dopo gli orrori e la distruzione della seconda guerra mondiale, di scrivere il futuro dell’Italia con la forma repubblicana, rappresentata sulla scheda elettorale dall’ “Italia Turrita”, consistente nella riproduzione del volto di una donna bella e fiera, l’Italia per l’appunto, con sui capelli una corona di torri, a ricordo delle  diverse municipalità del paese. Quella donna, bella e fiera, che è la Repubblica Italiana, oggi compie 75 anni, ma è proprio il caso di dire che non li dimostra. La sua vita è stata certo intensa, ha dovuto fronteggiare con i suoi arti, i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Regioni e lo Stato (art. 14 della Costituzione), eventi naturali –terremoti, alluvioni, incendi ecc.-, crisi di sistema, giudiziario e politico –gli anni di piombo, il terrorismo estremistico eversivo sia di destra che di sinistra, le minacce di colpo di stato, le stragi degli estremisti ecc.-, ma anche le insidie della criminalità organizzata –le infiltrazioni della mafia, della ndrangheta, della camorra, della sacra corona unita ecc.-, le crisi economiche nazionali e internazionali –le continue problematiche di bilancio pubblico, le criticità petrolifere degli anni ’70, le turbolenze e le cadute di borsa ecc.-, le problematiche sanitarie, non ultima l’emergenza pandemica da Covid 19. Questa ha creato un inedito miscuglio di problematiche condensate in un periodo definito e ridotto: crisi sanitaria, economica, sociale e in vari momenti anche politica. Eppure questa arzilla signora Italia, facendo perno sulle sue torri, le realtà locali, è riuscita ad andare avanti, a tenere sempre il capo e la fronte alta davanti alla storia. Ha pianto in questi 75 anni tante volte i suoi figli periti in vari eventi negativi, ma ha anche accompagnato tanti altri suoi discendenti a conquistare uno sviluppo culturale, sociale ed economico straordinario.

Oggi tutti insieme festeggiamo dunque la Repubblica italiana, orgogliosi di essere suoi figli, ed impegnati, sul suo esempio di fierezza e tenacia, ad affrontare con coraggio e determinazione le problematiche singole e collettive della società. Viva l’Italia e viva gli italiani”.

a cura dell'Ufficio Comunicazione pubblica della Presidenza del Consiglio regionale (MS)

 

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